Niente Imu sulle dighe del Gorzente

Bosio dice addio a 1,2 milioni di euro

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laghi gorzente
Un'immagine dei laghi del Gorzente

Nulla da fare per Bosio: anche secondo la commissione tributaria regionale il Comune non ha diritto a ottenere il pagamento dell’Ici e dell’Imu sulle dighe del Laghi del Gorzente. Già in primo grado, presso la commissione tributaria provinciale, il Comune aveva avuto torto e ora, insieme all’Agenzia delle entrate, si è visto respingere l’appello riferito agli avvisi di accertamento emessi nel 2012 dall’agenzia nei confronti della Mediterranea delle Acque, gestore dei bacini artificiali che alimentano l’acquedotto di Genova.

Tutto era cominciato cinque anni fa: secondo l’amministrazione comunale le dighe erano da classificare in classe catastale D7, come una fabbrica, mentre per Mediterranea delle Acque dovevano rimanere esenti. In ballo 1,2 milioni di euro. Ad Alessandria l’aveva spuntata la società del gruppo Iren e due anni fa era stato proposto l’appello.

La scorsa primavera il gruppo Rispetto Bosio aveva invocato la sentenza con un presidio in paese, reclamando quelli che a detta dei cittadini “sono soldi dei bosiesi”. Anche a Torino, però, è andata male. Come in primo grado, l’Agenzia delle entrate ha sottolineato come le dighe vengano utilizzate per fornire un servizio essenziale come l’approvvigionamento idrico ma anche per produrre energia elettrica dalla centrale di Isoverde, quindi vanno accatastate nella categoria D, cioè industriale. Ma quest’ultima attività, secondo i commissari tributari di Torino, è marginale rispetto al complesso dell’attività svolta con le dighe, cioè l’approvvigionamento idrico di Genova, quindi le dighe non sono da considerare delle fabbriche dal punto di vista catastale. “Ricordiamo – commentano da Rispetto Bosio – che la quella per la centrale di Isoverde è da considerarsi una derivazione di notevole dimensioni poiché supera i 3 mila kW, essendo la sua potenza pari a 4600 kW”.