Non c’è solo l’amianto a creare grosse difficoltà nell’avanzamento dello scavo nelle gallerie di servizio del Terzo valico.

A Castagnola, nel Comune di Fraconalto, i lavori sono fermi da giorni per un nuovo ritrovamento di elevate quantità di del pericoloso minerale, oltre i mille mg per kg, sul fronte di scavo ma, come nel tunnel Vallemme, a Voltaggio, si è presentato di recente anche il problema di una notevole presenza di gas, prevedibile quando si arriva certe profondità. Sono infatti stati trovati, come conferma l’Arpa, metano e altri tipi di gas, come il gas di miniera, causa di esplosioni se presenti in certe quantità e se miscelati con l’ossigeno. Una situazione che, per il cantiere voltaggino, dovrà essere tenuta in debita considerazione in vista della nuova gara d’appalto per l’avvio dello scavo del tunnel principale. La precedente è stata annullata dopo gli arresti per corruzione dell’ottobre scorso e l’impresa vincitrice, la Grandi Lavori Fincosit di Roma, non ha potuto partire con l’intervento dopo la rescissione del contratto da parte del Cociv. Nel tunnel voltaggino i lavori quindi sono fermi da tempo, tranne che per alcuni interventi marginali.

Ora il nuovo appalto dovrà tener conto dei gas: serviranno infatti macchinari adeguati alla nuova situazione, in grado cioè di non causare deflagrazioni durante i lavori, mezzi a quanto pare finora non previsti nel bando poi ritirato. Lo stesso dovrà avvenire a Castagnola, dove l’appalto è gestito in proprio sin dall’inizio dal Cociv.

CONDIVIDI
Articolo precedenteCastellazzo bloccato sul pari dal Cavour, il Saluzzo ringrazia e si avvicina
Articolo successivoLa Regione approva il piano per ridurre le liste d’attesa