Novi Ligure guarda a Roma: oggi il tavolo sulla Pernigotti al Mise.

Incontro tra sindacati e proprietà alla presenza del ministro Di Maio: fuori gli operai partiti ieri sera.

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Potrebbe essere la giornata decisiva per la Pernigotti almeno per capire se le intenzioni della proprietà turca sulla chiusura della fabbrica sono cambiate o meno. Stamattina alle 10 a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico (Mise), si terrà il tavolo di crisi al quale sono stati convocati i sindacati e il gruppo Toksoz. Quest’ultimo ha già richiesto una cassa integrazione di un solo anno per cessazione dell’attività della fabbrica di Novi Ligure, i sindacati puntano a ottenere invece ammortizzatori sociali per i 100 dipendenti (senza dimenticare i 130 interinali) per un periodo più lungo, facendo in modo che la proprietà metta dei soldi per un piano di ristrutturazione, in attesa dell’arrivo di un compratore, non solo dello stabilimento.

Il problema è infatti la volontà dellaToksoz di tenersi il marchio, slegandolo dal territorio novese, mentre  vorrebbe la produzione,  in altre aziende italiane. La Regione si è detta pronta a valutare di acquistare il marchio tramite la finanziaria Finpiemonte approvando l’odg proposto dal consigliere Gianluca Vignale (Mns) ma tutto è ancora in divenire. Al tavolo oggi sarà presente il ministro Luigi Di Maio , oltre ai parlamentari del territorio e al sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere. Il dubbio è su chi rappresenterà oggi la Pernigotti: uno dei proprietari o un dirigente con un preciso mandato o lo studio legale di Milano che, come ad Alessandria martedì scorso, ha solo il compito di comunicare le decisioni? Fuori dal Mise ci sarà una delegazione di operai della Pernigotti, circa cinquanta persone, partiti ieri sera da Novi con il bus offerto dal Cit come segnale di vicinanza alla loro battaglia.