Non si fermano i raid dei ladri che per il week end, hanno scelto la Val Borbera per compiere i loro atti criminosi. Ultimi in ordine di tempo un furto con scasso e un tentativo di effrazione ad Albera Ligure, nella frazione Molino di Santa Maria. I malviventi hanno agito nel pomeriggio di sabato 25 febbraio tra le 17 e le 18, quando i proprietari delle due abitazioni, erano usciti per alcune commissioni.  Nonostante che a quell’ora ci fosse ancora luce e il borgo fosse ancora frequentato, i ladri nel breve spazio di un’ora, sono riusciti ad aprire la porta finestra sul lato est della casa, lato protetto da una folta siepe, quindi non esposto alla vista dei passanti. I proprietari al rientro hanno trovato il solito scenario: cassetti e ante degli armadi e dei mobili spalancate,  vestiti, biancheria, libri e oggetti sparsi sul pavimento. Bottino del furto, tre orologi di varie marche, denaro contante in valuta straniera, per un valore di circa 500 euro, un computer portatile e pochi altri ammennicoli. Non paghi hanno “ispezionato”, la cascina adiacente, sfondando la porta, qui naturalmente non c’era nulla di interessante per loro, quindi si sono limitati a lasciarsi dietro una gran confusione. Colpo fallito nella casa vicina, dove la porta blindata ha fermato i ladri. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Arquata.

E’ della scorsa settimana un furto con scasso ai danni di un bar di Vignole. In pochi minuti, dopo che l’allarme è scattato e, prima che le Forze dell’ordine potessero intervenire, i malviventi sono riusciti a sottrarre i soldi nelle macchinette per i videogiochi, volatilizzandosi.

Secondo le statiche, i furti d’appartamento avvengono nell’arco della giornata, con preferenza il pomeriggio e quasi sempre quando i proprietari sono assenti. La percentuale dei furti notturni, quando le persone si presume siano in casa, sono bassissime. Questo perché in caso vengano arrestati, i topi d’appartamento rischiano penalmente condanne sensibilmente più lievi, se non ci sono aggressioni.

Resta il fatto che quando si trova la propria abitazione sottosopra, ci si sente violati, gli estranei che entrano in spazi solo nostri, e ci sottraggono oggetti che spesso hanno valore solo per noi, ci lasciano quella percezione di  vulnerabilità, da cui non sappiamo come difenderci. Certo, l’autotutela è il primo passo; un sistema di antifurto e una porta blindata, sono deterrenti. “Da me non vengono, non c’è nulla di valore”, si sente spesso dire. Purtroppo non così. Questi delinquenti non pensano certo di trovare i gioielli della corona, anche perché chi ha monili importanti, non li tiene nel cassetto del comò e neppure sotto il materasso, loro si accontentano delle catenine della Cresima. E’ questo il punto.

E’ finita con una denuncia per tentato furto in concorso, ad opera dei  militari della stazione di Novi Ligure, la scorribanda criminosa di due pregiudicati rumeni, entrambi dell’età di 30 anni, fermati poco dopo essersi introdotti furtivamente all’interno di una ditta metallurgica di Novi Ligure. I militari sono intervenuti su segnalazione del personale della vigilanza, che dopo l’attivazione dell’allarme avevano notato i due ragazzi allontanarsi con fare sospetto. I vigilanti li hanno inseguiti senza farsi notare, allertando nel frattempo il 112. I Carabinieri che insieme al personale della vigilanza hanno riscontrato che l’impianto dell’allarme era stato manomesso e danneggiato e che nulla fosse stato asportato dall’interno della ditta, ipotizzano che i due trentenni non fossero soli e che sarebbero potuti tornare in nottata per asportare del rame. Dati i diversi precedenti per furto i due sono stati condotti in caserma e deferiti in stato di libertà per tentato furto aggravato.

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