Oltre i confini dell’amore: da Genova al fronte alpino, attraverso la Val Borbera

Sabato al Museo dei Campionissimi la presentazione de “Il Commiato” di Gianluigi Mignacco

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Uno scrittore di talento e una storia adorabile da raccontare. Una combinazione vincente. “Il Commiato” romanzo d’esordio di Gianluigi Mignacco, è un mix&match riuscitissimo di situazioni collegate tra loro, in spazi e tempi diversi. Non è un romanzo d’amore, anche se l’amore c’è, non è neppure un romanzo storico, anche se uno dei protagonisti attraversa un periodo storico definito e non è neppure un “giallo”, anche se la suspance non manca. E’ un insieme di volti e situazioni che il lettore vive pagina dopo pagina e vorrebbe al contempo arrivare all’epilogo e al contrario, spera non finisca mai.

Siamo ai giorni nostri, a Genova troviamo Maria, è una ricercatrice universitaria, ha molti amici con i quali si diverte e un amore stabile, è insomma una donna appagata.

E’ da poco finita la prima guerra mondiale,  in un piccolo borgo della Val Borbera adagiato sull’Appennino ligure-piemontese, vive la giovane Rosa, una vita semplice, la sua, scandita dalle stagioni e dall’attesa del ritorno del suo amato.

Sui sentieri della Grande Guerra del fronte alpino, conosciamo Alfonso, un ragazzo, costretto, come tanti altri, a partecipare a quella carneficina che cancellò una generazione.

Tre personaggi, tre luoghi, tre storie apparentemente lontane, come sottolinea la quarta di copertina: “convergeranno in un misterioso vortice onirico, da cui Maria emergerà riscoprendo le proprie radici e la potenza sconfinata dell’amore”.

Il libro è già accattivante dalla sua copertina a dipinta da Vera Girivi, l’artista genovese di fama internazionale. “ E’ autrice anche delle etichette dei vini della mia azienda agrituristica –  dice Gianluigi Mignacco,  che alla passione per la scrittura unisce quella per la natura in tutte le sue declinazioni: dal lavoro in campagna, al running tra i boschi, in particolare nella “sua” Val Borbera.

Anche “Il commiato” ha le sue radici in Val Borbera. “Una trentina d’anni fa  – racconta Gianluigi  –  ero con mio padre per un lavoro a Pugraia, una radura nei boschi di faggio, sopra Cosola, dove sorge una piccola malga e un fienile in legno. Durante la pausa pranzo, l’anziana proprietaria della malga ci narrò antiche l leggende legate al territorio. Mi colpì il racconto dei “piccuìn”, che tradotto significa “picchiatori”, figure immaginate dagli adulti da usare come spauracchio per i bambini che bussavano di notte alle porte delle case pretendendo cibo e ospitalità. Da questa narrazione verbale nacque il racconto “I piccuìn”. Il protagonista, un reduce della Grande Guerra, al suo ritorno al paese spossato e devastato nell’animo, si ritrova a bussare all’uscio di casa nel cuore della notte. Viene scambiato per un “piccùin” e scacciato. Nel contempo la sua promessa sposa, vive nell’angoscia, distrutta dall’attesa del suo rientro. Questo racconto, è rimasto chiuso in un cassetto, l’ho ripreso in mano nel 2016, attorno a questo nucleo iniziale è cresciuto Il commiato. La storia de Il commiato ha deformato l’idea iniziale, ha aperto nuovi percorsi narrativi che si sono successivamente sviluppati come animati di vita propria, intrecciandosi nella storia che è poi diventata il romanzo”.

Per conoscere questo interessante autore e il suo affascinante romanzo, sabato 7 dicembre alle 21, al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, alla presenza dell’autore, ci sarà la presentazione del libro, organizzata nell’ambito della rassegna culturale “Torre di Carta”.  Nel corso dell’incontro dal titolo “I percorsi in Valle”, si parlerà oltre che di letteratura anche di ecoturismo. Partecipano Mauro Ferrari editore, Cristina Daglio, Irene Zembo, anima di BorberAmbiente. L’evento è a cura di PuntoaCapo editrice.

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