Va bene la solidarietà, ma servono gesti concreti”. Don Paolo Padrini, segretario del vescovo di Tortona, monsignor Vittorio Viola, è stato chiaro ieri pomeriggio alla Pernigotti: in sostanza ha detto che per aiutare le famiglie dei lavoratori della fabbrica del gianduiotto e quelle dell’Iperdì, “bisogna mettere i soldi sul conto corrente aperto per il fondo di solidarietà”. I dati del conto, intestato alla Caritas, sono i seguenti: fondo di solidarietà lavoratori Pernigotti di Novi Ligure, IBAN: IT48N 03111 48420 00000 000838. Per le famiglie della fabbrica dolciaria è trascorso ormai un mese dall’inizio dello sciopero e dell’assemblea permanente dentro lo stabilimento, attivati per impedire la chiusura prospettata dalla proprietà.

Ieri, hanno portato la loro solidarietà i rappresentanti sindacali della Campari e della Ferrero di Alba, colosso del settore. “Siamo emozionati – hanno detto le rsu – e siamo vicino alla vostra battaglia, crediamo che nessun marchio, neppure quello della nostre aziende, possono essere esenti da quanto vi sta accadendo, quindi non mollate”. A Natale i sindacalisti della Ferrero saranno alla Pernigotti accanto al colleghi in sciopero. Sempre ieri, le rsu della Pernigotti hanno spiegato, replicando alla proprietà, i turchi Toksoz, “che l’accesso alla fabbrica è possibile per chiunque voglia visitarla per eventualmente acquistarla o affittarla in qualche modo, come è nel nostro interesse. È falso che il presidio impedisca l’ingresso. L’azienda, con questo comportamento, sta violando l’accordo preso con il premier Giuseppe Conte”.

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