Poliambulatorio mai attivato: l’Asl dovrà risarcire il Comune di Sale

La sentenza del Tar riferita a una vicenda iniziata dieci anni fa: conteggiati 400 mila euro

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Era il 17 aprile 2009 quando il Comune di Sale e l’Asl di Alessandria firmarono una convenzione di durata decennale per la costituzione e l’avvio del «gruppo di cure primarie», una sorta di Casa della salute con locali messi a disposizione dal Comune per permettere ai medici di famiglia di esercitare in un luogo unico, dove i pazienti avrebbero potuto usufruire anche delle prestazioni di alcuni specialisti dell’Asl.

Il Comune acquistò la sede in via Marconi (costò 320 mila euro), arredandola e attrezzandola a sue spese, ma il poliambulatorio non fu mai aperto perchè l’Asl non raggiunse l’accordo con i 4 medici interessati e il 14 luglio 2016 comunicò al Comune di non essere in grado di aprire il gruppo di cure primarie «a causa della indisponibilità dei medici, della collocazione decentrata della sede di Sale e della onerosità del canone di locazione e dei costi di manutenzione ordinaria e di gestione dell’immobile previsti, ritenuti incompatibili con il piano di efficientamento dell’organizzazione sanitaria adottato nel 2016».

poliambulatorio Sale

Così nel 2017 il Comune di Sale ha presentato ricorso al Tar che, con sentenza di giovedì 16 maggio, ha condannato l’Asl Al a risarcire al Comune di Sale le spese sostenute per la manutenzione ordinaria e gestione dell’immobile, inclusi i consumi delle utenze, dal 3 agosto 2012 al 14 gennaio 2018, oltre ai canoni annui di affitto non corrisposti nello stesso periodo, gli interessi e le spese di giudizio, per un totale di circa 400 mila euro. La cifra esatta deve ancora essere conteggiata dal Comune che dovrà inviare all’Asl tutta la documentazione entro 30 giorni. Sono questi i criteri indicati dal Tar, in base ai quali l’Asl dovrà presentare una proposta di risarcimento dei danni al Comune di Sale entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza.

Dai canoni annuali di affitto (30 mila euro) dovranno essere detratti quelli a carico dell’Amag società alla quale il comune ha concesso in uso temporaneo una parte dei locali di via Marconi per l’apertura di uno sportello per l’utenza con un canone forfettario annuo di 600 euro da marzo 2016 a gennaio 2018.