Terminata la galleria artificiale, cave e depositi di smarino utilizzati al 50% circa, inquinamento sotto controllo. È questo il quadro che è emerso dal Consiglio comunale della scorsa settimana a Pozzolo Formigaro, dedicato al Terzo valico, presenti anche tecnici e rappresentanti di Regione, Arpa, Asl, Cociv, Rfi e Osservatorio Ambientale. Grandi assenti i pozzolesi, anche per via dell’assurdo orario di convocazione, le 2 del pomeriggio di giovedì. Tutti hanno rassicurato sulle ricadute ambientali dei cantieri e delle sette cave sparse sul territorio comunale: “Pozzolo è il Comune più controllato data la presenza di numerosi depositi di smarino – ha detto Alberto Maffiotti, direttore dell’Arpa provinciale – sia per quanto riguarda l’amianto sia per il nichel e gli idrocarburi”. Rassicurazioni in generale anche sui monitoraggi dell’amianto nell’aria: “Nelle 12 mila analisi eseguite nell’ultimo anno e mezzo sull’amianto disperso in aria – ha spiegato Andrea Carpi, dirigente regionale che si occupa proprio della fibra killer – non è mai stata superata la soglia di legge, cioè una fibra per litro, considerata il limite massimo a tutela della salute nei lavori del Terzo valico. Questo sia nelle rilevazioni effettuate nei cantieri operativi sia nei siti di deposito”.

La galleria artificiale del Terzo valico

Salvatore Caruso, dirigente del Cociv, ha fatto il punto dei lavori: “L’opera principale, il tunnel artificiale di 2 km, è finito. Sono in corso le finiture e al di sopra è tornata la campagna dopo che il manufatto è stato coperto. Nella cava Romanellotta scavato il 40% del materiale mentre sono stati stato abbancati circa 300 mila mtri cubi di smarino nel deposito intermedio”. Nell’area, grande come il centro storico pozzolese, vengono portate terre e rocce da scavo contaminate dagli schiumogeni provenienti dalle gallerie in corso di realizzazione sotto l’Appennino: alla Romanellotta restano per un certo periodo per smaltire le sostanze ed essere poi trasferite nei depositi. Caruso ha inoltre ricordato che nella cava Guendalina a ottobre erano stati conferiti 15 mila metri cubi: “Quasi terminato il conferimento nella cava Cascinone, dove mancano circa 20 mila metri cubi, mentre cava Bettole è al 50%. Ancora da utilizzare cascina Vassuria”. A Pozzolo, lungo la strada per Rivalta Scrivia, c’è anche un deposito temporaneo di smarino, sul quale la minoranza ha chiesto chiarimenti “non essendo presente nessun cartello con le necessarie indicazioni sul materiale”. Il Cociv ha promesso che sanerà la situazione e che comunque il Comune avrebbe dovuto dare le dovute informazioni.

La seduta del Consiglio comunale (foto Ferretti)

L’opposizione, con il capogruppo Stefano Silvano, ha chiesto chiarimenti sulle modalità di esecuzione dei controlli: “I report sull’amianto parlano sempre di singole rilevazioni sottosoglia ma la somma di queste diverse fibre in aria può essere pericolosa?”. Gli ha risposto Massimo D’Angelo (Asl Al): “Il protocollo amianto garantisce l’abbattimento del rischio per la popolazione imponendo comportamenti che impediscono la dispersione delle fibre, quindi non c’è rischio per la salute”. Per il sindaco, Domenico Miloscio, “c’è da essere soddisfatti per come vengono tutelati il territorio, l’ambiente e la salute. Noi ci dobbiamo fidare degli enti deputati a questi compiti: le garanzie ci sono”. L’opposizione ha commentato così la seduta consiliare su Facebook: “Le risposte che abbiamo avuto a proposito della presenza dell’amianto e dell’inquinamento dovuto alla circolazione dei mezzi di cava le abbiamo ritenute soddisfacenti. Non siamo però contenti per non aver potuto condividere questi dati anche con i pozzolesi.
Questo ci ha fatto capire quanto sia importante e urgente convocare l’assemblea pubblica che stiamo organizzando, i cittadini devono sapere e poter fare anche loro le domande. Durante il dibattito abbiamo così invitato i vari funzionari e dirigenti ad intervenire all’evento che stiamo organizzando per la fine di gennaio”.

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