“Professione? Leggiamo nella mente”. L’esordio di Pasquale e Daniele a Villa Pomela

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Le Menti domani a Novi a Villa Pomela alle 19

Fare il “mentalista” di professione. Tra film di successo e fiction americane, la passione per questa affascinante materia si traduce anche come mestiere di vita, almeno da quanto ci racconta Pasquale Buonanno, 30 anni di Novi.

Da due anni Pasquale frequenta l’accademia del mentalismo a Milano, dove ha conosciuto Daniele Losquadro. A un anno dalla fine del corso e quindi dal conseguimento del diploma, i due mentalisti hanno fatto coppia sul palco e domani, sabato alle 19, nel salone di Villa Pomela si esibiranno per la prima volta con il nome “Le menti”.

In sostanza il mentalismo è una forma di illusionismo dove chi lo pratica dà l’illusione di poter leggere nella mente del pubblico, dando così la sensazione di poter praticare la telepatia. Ma c’è sempre un “trucco”, come ci spiega lo stesso Buonanno. “Sono un appassionato del linguaggio del corpo – dice – e in pratica studio quello che noi non diciamo esplicitamente. Per caso ho scoperto l’accademia del mentalismo di Milano e mi sono iscritto un paio d’anni fa. Adesso, sia io che Daniele, siamo alla fine del secondo anno e lo spettacolo sarà per noi anche un esame. Durante il terzo ed ultimo anno si svilupperà molto meglio il ruolo del mio personaggio. Affineremo le nostre tecniche che ci daranno la possibilità di diventare professionisti”-.

Cosa significa essere mentalista?

“Essere mentalista vuol dire essere un intrattenitore che sviluppa tecniche particolari di illusione, facendo credere di possedere un sesto senso. C’è in effetti una certa correlazione con il prestigiatore. Il mentalista può utilizzare delle tecniche di prestidigitazione ma in modo differente. Le tecniche non sono poi molte. Mentre il mago crea effetti, il mentalista racconta storie, affabula, facendo sentire lo spettatore il vero protagonista a differenza del cosiddetto “mago o prestigiatore” poiché questi dichiara falsamente di avere poteri”.

Un esempio.

“Sul palco chiedo allo spettatore di volergli far fare un viaggio mentale e di chiudere gli occhi andando alla ricerca del passato, in una città dove non è mai stato. Qui dovrà entrare in un negozio pieno di oggetti, sceglierne uno ed uscire dopo averlo pagato. Io riesco a indovinare, o meglio, a “divinare” l’oggetto scelto che in precedenza ho scritto su un foglio. Faccio quindi credere di aver ricevuto il messaggio tramite la mente”-. “Naturalmete – prosegue Buonanno – non c’è nulla di magico ma di tecnico. Nulla di paranormale perché non abbiamo poteri. Precisiamolo, perché il mentalista non è uno stregone”-.

Credi nel paranormale?

“Credo nel paranormale, sì, ma proprio perché ci credo non voglio scherzare su queste cose. Il mio collega, Daniele Losquadro di Milano crea effetti, io lo seguo e viceversa quando agiamo in coppia sullo stesso palco. Ci sono parti di spettacolo che sviluppiamo anche in solitaria. Ma non indoviniamo solo oggetti so numeri. Le emozioni e le suggestioni nello spettatore le creiamo anche facendo apparire o sparire parole scritte”-.

Pasquale e Daniele, come è nato il duo Le menti?

“Il tutto è nato perché il nostro professore di accademia ci aveva impartito il compito di creare un effetto di coppia. Da allora abbiamo inventato un duo, capendo che insieme potevano costituire una coppia fissa di spettacolo”-.

Quanto guadagna un mentalista?

“Un mentalista medio per ogni spettacolo di solito può guadagnare 800 – 900 euro. Ma il mentalista può essere chiamato da società per incontrare i venditori, studiandoli attraverso i linguaggi del corpo. Possiamo quindi dare una mano alle aziende talvolta anche smascherando cattive intenzioni. Alcune aziende chiamano i mentalisti per comprendere se un investitore possa essere valido o se certe situazioni, possano essere interpretate in altra maniera proprio inducendo nelle persone emozioni, Ma possiamo intervenire anche nella vita di coppia fornendo consulenza su come saper gestire i momenti di crisi o di rabbia”-.

Pasquale Buonanno

Quali mentalisti ti hanno maggiormente ispirato?

“Direi Francesco Tesei che ammiro molto per le sue straordinarie capacità. Ho visto tanti suoi spettacoli e la mia attenzione si è sempre focalizzata su di lui e non mi sono mai accorto dei sui effetti. Poi c’è Derren Brown, americano, che è il top mentalist mondiale. Purtroppo non sono ancora riuscito a vederlo dal vivo. Un vero fenomeno. Dai video ho notato che cambia banconote con pezzi di carta in maniera fluida e impossibile riuscendo a non farsi mai scoprire ma neppure a far intuire il trucco”-.

Potreste quindi indurre un interlocutore a fare qualcosa di strano, che lui non voglia o si sogni di fare?

“Con l’ipnosi. Ma noi non possiamo praticarla perché in Italia è vietato. Chi la pratica deve essere un medico ed avere certificazioni. Non creiamo quindi mai ipnosi ma piccole suggestioni”- .