Unomattina a Carrega: manca il segnale internet, diretta saltata

    Saltano sia il collegamento video, sia quello telefonico.

    0
    2447
    dav

    La Rai sperimenta sulla sua “pelle”, come sia complicato lavorare nelle valli appenniniche, pressochè prive di collegamento internet.  Questa mattina la troupe dello storico programma di Rai1, Unomattina, è arrivata a Carrega Ligure, paese dell’Alta Val Borbera, il tema della trasmissione era raccontare il divario digitale nelle aree montane italiane.

    Alle  7.40 del mattino il Sindaco Marco Guerrini, con parte del Consiglio comunale, dieci cittadini residenti, alcuni operatori turistici del territorio, rappresentanti della Protezione Civile, con il Presidente Uncem Marco Bussone si sono ritrovati in Municipio da dove avrebbe dovuto iniziare il collegamento con gli studi di Roma, peccato che anche la Rai sia stata al centro e vittima del digital divide che ogni giorno tocca da vicino qualche milione di persone nelle aree interne alpine e appenniniche del Paese. ” Doveva essere un collegamento video con Roma,  – spiega il primo cittadino – ma i tecnici e il regista presenti a Carrega si sono ben presto resi conto che la scarsa connettività, solo 23kbs, non lo avrebbe permesso. Si è dunque optato per un collegamento audio, tramite telefono cellulare, che è stato però bruscamente tagliato dallo studio per il segnale non stabile o per altre esigenze di comunicazione che non comprendiamo. Nei pochi secondi a disposizione, con la giornalista Metis di Meo accanto a me – prosegue Guerrini – ho raccontato dei nostri disagi che Uncem ha raccolto nella mappatura dell’Italia senza segnale in corso e rilanciato sui media, proponendo alle imprese delle telecomunicazioni opportuni investimenti e alla politica di essere più attenta alle disparità, alle disuguaglianze sostanziali che viviamo sulla nostra pelle”.

    Al giornalista in studio – dice il Sindaco di Carrega – avrei voluto aggiungere che la gente che vive in Appennino non ha bisogno di pullman che la deportino dove il segnale c’è, Alessandria o Torino. Le nostre comunità hanno bisogno di servizi primari, di equità, di voce per i loro problemi. C’è un paese che viaggia a due velocità da troppo tempo nel silenzio di tanta politica.  Noi con queste infrastrutture fisiche e digitali, ridotte e scassate, sperimentate anche dalla Rai stamani, conviviamo e lavoriamo tutti i giorni: Amministrazione pubblica, operatori economici e cittadini che viaggiano se va bene a 60kbs e con problemi anche solo nel traffico voce con il loro cellulare. I danni sono evidenti. Anche per Unomattina, per il servizio pubblico, per lo Stato che qui arriva a singhiozzo. Siamo rimasti indietro di vent’anni, considerati lontani da molte Istituzioni, da oggi più lontani anche per il servizio pubblico di informazione. Uncem è stata al nostro fianco e lo sarà, ne siamo certi.  Speriamo almeno che quanto successo oggi serva ad attivare imprese e Enti, Regioni, Parlamento e Governo. E soprattutto a risvegliare la loro voglia di lavorare per l’Appennino“.