Riapre il cantiere del nido ma resta l’incognita della gestione.

L'Ipab titolare del Conservatorio Romano annuncia la ripresa dei lavori dopo un lungo stop. Don Bozzo: “Servirà l'aiuto degli enti pubblici per avere rette alla portata di tutti”.

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Il palazzo del Conservatorio Romano a Gavi

Finalmente, il cantiere dell’asilo nido previsto nel palazzo del Conservatorio Romano, a Gavi potrà ripartire. L’opera pia che amministra i beni donati ai gaviesi dalla famiglia Romano nell’Ottocento , con una spesa di 500 mila euro, punta a dare al paese un asilo nido da 24 posti, servizio del tutto assente ormai da qualche anno, per rispettare la volontà del lascito, cioè l’assistenza ai minori. L’asilo è stato previsto nei locali dove fino a pochi anni fa abitavano le suore della Misericordia, ma le difficoltà, finora, sono state enormi. La Regione ha stanziato 260 mila euro, altri fondi sono arrivati dalle fondazioni private ma prima c’è stato l’abbandono del cantiere da parte dell’impresa vincitrice della gara, la So.Ge.Co di Novi Ligure, poi lo stop ai lavori da parte della Giustiniana di Gavi quando mancava solo il 10% dell’intervento. Il motivo? I mancati pagamenti.

Don Mario Bozzo con papa Francesco

“Ora – spiega don Mario Bozzo, presidente dell’Ipab – abbiamo concordato un piano di rientro che consentirà all’impresa di riaprire il cantiere, dare a Gavi un nido e salvare lo storico edificio. La struttura è in sostanza quasi del tutto conclusa e arredata. Per la gestione servirà comunque l’aiuto delle istituzioni pubbliche per evitare di dover chiedere rette troppo alte”. La Regione deve ancora versare il 10% del suo contributo, situazione indicata fra le cause dello stop al cantiere: “La somma – spiegano da Torino – potrà essere erogata solo quando l’Ipab presenterà, come previsto dal bando, una serie di documenti, tra cui l’autorizzazione al funzionamento del servizio che, nonostante vari solleciti da parte dei nostri uffici, ad oggi non è stato ancora prodotto”. “Una volta conclusi i lavori – conclude don Mario – invieremo tutti i documenti necessari”. Il Comune, finora, non ha manifestato grande interesse per il progetto. Anzi, durante l’iter di approvazione del progetto non sono mancate richieste da parte degli uffici comunali definite inusuali da parte dei promotori dell’iniziativa.