Si rischia la paralisi”: così Angelo Lo Destro, segretario generale del Consorzio servizio rifiuti (Csr) di Novi Ligure, al termine della seduta di giovedì sera nella biblioteca di Novi, nella quale si doveva eleggere il successore di Fabio Barisione e i nuovi componenti del consiglio di amministrazione, dimessi ad agosto. Compito non riuscito soprattutto per via delle divergenze tra i sindaci dell’area 5 valli, che hanno proposto due candidature. Poi c’è Pozzolo che vuole a tutti i costi un nome, come Serravalle. I nomi che sono stati letti dal presidente dell’assemblea, Gian Paolo Cabella, confermato per cinque anni dai presenti all’unanimità, sono Angelo Ravera per Novi Ligure; Roberta Boveri per Tortona, Vincenzo Robbiano per Ovada, Matteo Barbero per Acqui Terme, Pierino Cereda per la bassa Valle Scrivia, Antonello Pestarino (Unione montana dal Tobbio al Colma), Enzo Semino per Serravalle e la Val Lemme, Felice Pappadà per Pozzolo e altri indefiniti “Comuni del Novese”. Dalla Val Borbera e dalla Val Curone, cioè i 37 Comuni serviti dalla 5 Valli, doppia candidatura: Gianni Chiesa, vicesindaco di Carrega, e Giancarlo Renati, vicesindaco a Cabella.

Gian Paolo Cabella, presidente dell’assemblea del Csr

Invece dei nove previsti per il cda del Csr, i candidati erano dieci. Le divisioni tra gli amministratori si sono evidenziate soprattutto all’interno dell’Unione Terre Alte, dove si è appena insediata la nuova amministrazione guidata da Carlo Buscaglia con Roberta Daglio, primo cittadino cabellese come assessore. Dopo circa un’ora di caos in cui si è cercato di trovare la quadra, nessuno ha al rinunciato al nome proposto, così il punto è stato ritirato. La parola, come ha sottolineato Lo Destro, passa al presidente dell’assemblea Cabella, al quale toccherà nominare cda e presidente. Per forza ci cose ascolterà i sindaci, che si spera si mettano d’accordo in tempi brevi, visto che ci sono questioni importanti in vista, come l’avvio del porta a porta a spinto in altri Comuni, a ottobre. Lo Destro ha inoltre raccomandato la nomina di persone disponibili a lavorare (gratis) per il Csr. “Il precedente cda, purtroppo, su 9 componenti vedeva spesso numerosi di essi assenti, alcuni addirittura per tempi molto lunghi, mettendo a rischi l’attività del Consorzio”.

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