Il Consiglio regionale del Piemonte
Il Consiglio regionale del Piemonte

Potrebbe essere uno scoglio non da poco in vista delle elezioni comunali del 2019 l’indagine a carico del sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere (Pd), che nei giorni scorsi ha ricevuto un’informazione di garanzia, notificatagli in merito a un nuovo filone di indagine sull’uso dei fondi pubblici da parte dei gruppi consiliari del Consiglio regionale tra il 2008 e il 2010, quando Muliere era capogruppo del Pd e a palazzo Lascaris il presidente era Mercedes Bresso, a capo di una giunta di centrosinistra. Il primo cittadino novese ha informato il Consiglio comunale nella seduta di lunedì sera. La Procura torinese ha contestato a cinquanta consiglieri regionali il reato di peculato per aver utilizzato, secondo l’accusa, in maniera impropria i soldi pubblici ottenuti come rimborso per spese che sulla carta dovevano essere relative ad attività istituzionali. I magistrati indagano su un totale di 3,3 milioni di euro.

Il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere
Il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere

Fra gli indagati, c’è chi si è fatto rimborsare fino a 303 mila euro, altri solo poche migliaia di euro. Impossibile non fare riferimento alla precedente indagine sul periodo successivo, quando al governo della Regione c’era il leghista Roberto Cota, passato alla storia per essersi fatto rimborsare dalla Regione l’acquisto delle mitiche mutande verdi. Stavolta, secondo quanto si è appreso dai giornali, le cose non sono cambiate di molto. Per la Procura torinese quei soldi sono stati utilizzati “per ristoranti, ricariche telefoniche, fiori, buoni benzina, panettoni, cioccolato per omaggi a giornalisti, cornici, trasporti e trasferimenti autostradali”, oltre a “carburante, articoli di cancelleria, giocattoli, libri, orologi, copisteria, gioielleria, modellismo, pranzi e cene (fino a venti commensali), i viaggi all’estero, bottiglie di vino prodotto nelle Langhe”.

Il Consiglio comunale di Novi Ligure
Il Consiglio comunale di Novi Ligure

I leghisti, dopo le mutande verdi, stavolta sono accusati di essersi pagati anche l’organizzazione di Miss Padania. Muliere era stato prosciolto nella precedente indagine ma stavolta la sua posizione potrebbe essere a rischio a causa del suo ruolo di capogruppo, carica ricoperto dal 2005 al 2010. In Consiglio comunale, il sindaco ha detto: “Ho piena fiducia nella magistratura e sono certo di poter chiarire la mia posizione, sia quella personale che quella relativa al mio ruolo di capogruppo. Personalmente non ho mai utilizzato fondi per arricchimento personale, per questo sono sereno. L’ho dimostrato la volta scorsa e sono sicuro che potrò dimostrarlo anche questa volta. Si tratta di un’indagine complessa che richiederà necessariamente del tempo, ma sono certo di dimostrare ai cittadini novesi che sono una persona onesta. Posso assicurare – ha concluso – che non sottrarrò tempo alla mia attività da sindaco e non cambierà nulla rispetto al mio impegno nei confronti della città”. Il capogruppo dei 5 stelle Fabrizio Gallo dice: “Ho espresso solidarietà a Muliere dal punto di vista umano. È già uscito pulito dalla precedente indagine nella quale era coinvolto per i rimborsi personali, ora però il ruolo di capogruppo potrebbe complicare le cose poiché avrebbe dovuto controllare il comportamento dei suoi colleghi di partito”. Alla seduta consiliare di Novi erano presenti il consigliere regionale Pd Domenico Ravetti e altri esponenti del partito, per testimoniare la vicinanza dei Democratici a Muliere.