Rocchetta con l’acqua alla gola vende il bocciodromo e aumenta l’Imu

Consiglio comunale: nel piano delle alienazioni spunta un nuovo fabbricato

0
1379
Il bocciodromo

Rocchetta è nuovamente sotto la lente della Corte dei Conti, ma questa volta la sezione controllo dell’organo statale che si occupa dei bilanci dei comuni, ha ritenuto di sottoporre tutto “l’affaire Rocchetta”, alla Procura regionale.

La notizia è emersa nel corso della seduta consigliare che si è tenuta ieri sera a Palazzo Spinola, sede del municipio, durante il  quale la maggioranza ha approvato una delibera inserita al punto 8 dell’ordine del giorno “Integrazione al piano delle alienazioni”, un titolo che ha particolarmente attirato l’attenzione perché riguarda la vendita del bocciodromo.

Giorgio Storace, sindaco di Rocchetta Ligure

Un’ azione obbligata, secondo il sindaco del piccolo paese valborberino Giorgio Storace, che spiega: “Tutti i Comuni con difficoltà finanziare, su precisa disposizione della Corte dei Conti, sono tenuti a mettere in campo azioni atte a salvaguardare le casse comunali , e questo passa attraverso l’aumento delle tasse, recupero dei tributi e l’alienazione di tutti quelli che sono i beni di proprietà comunale che non abbiano carattere strategico, come la scuola, un ospedale, il bocciodromo non rientra in queste categorie quindi è vendibile, detto ciò io il bocciodromo non l’ho mai inserito nell’elenco delle possibili vendite, perché ritenevo avesse valore sociale di rilievo, ma il gruppo di minoranza ha scritto una lettera alla Corte dei Conti, lettera che poi è finita alla procura regionale, quindi a malincuore ho dovuto fare l’ufficiale di governo e mettere in vendita ciò che è vendibile, altrimenti la Corte dei Conti potrebbe chiedermi perché non l’ho fatto. Sempre per lo stesso motivo, ho dovuto aumentare l’Imu che, dal 8 passa al 8,6 mille per gli immobili diversi dalle abitazioni principali”.

La vendita del bocciodromo è stata associata al debito che il Comune ha nei confronti della 5 Valli, la società che si occupa del ritiro dei rifiuti, debito che corrisponde più o meno al valore stimato per il bocciodromo, come da perizia presentata ieri in Consiglio in cui valore è stimato in 132 mila euro.

Nel corso della seduta consigliare non è stato prodotto nessun documento che associ la vendita al debito, ma la minoranza ha chiesto se esiste un nesso e il sindaco ha ammesso aveva già inviata una lettera alla 5 Valli.

Palazzo Spinola, sede del Municipio

Sempre la minoranza ha chiesto di mettere a verbale che: “Anziché aumentare le tasse, Tari, Imu, Tasi e vendere i gioielli di famiglia , crediamo che ci si debba mettere una mano sulla coscienza e iniziare dal riordino vero dei conti a partire dal taglio al compenso agli amministratori, costati in questa legislatura quasi 90 mila euro; questo perché la situazione debitoria è fuori controllo, tanto che la maggioranza aveva proposto, ancor prima dell’intervento della Corte dei Conti, un piano di rientro dal debito con la 5 Valli, mettendo in pagamento il bocciodromo. Il bocciodromo ha un valore sociale, è un punto di aggregazione per l’intera alta valle , e non va trasformato in un centro per la spazzatura”.

Sulla vendita dell’immobile interviene anche il presidente del Circolo Acli del bocciodromo Giuliano Gogna, presente alla seduta, che dice: “ Il bocciodromo è stato costruito sul sedime del demanio, credo che prima di venderlo il Comune dovrà acquistare questo spazio, e forse si sarebbe dovuto anche pagare  un affitto per terreno al demanio, che non credo siano mai stati versati. Inoltre per quanto ci riguarda, abbiamo speso parecchi soldi per fare il bar e altri lavori, ogni anno organizziamo una gara nazionale con il Coni, quindi tutto questo lavoro andrà perso? Tutta la valle piangerà per la perdita del bocciodromo.

Il Consiglio comunale si è concluso con l’approvazione all’unanimità dell’ingresso di Rocchetta nell’Unione Terre Alte: “Finalmente a fine mandato  – spiega la minoranza – anche la maggioranza in carica ha consentito l’entrata nell’Unione montana, un atto che noi caldeggiamo  sin dall’inizio”.