Rocchetta Ligure. Ancora polemiche. La piazza sarà stravolta?

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Da martedì 25 ottobre la sosta e il traffico veicolare sono interdetti nella piazza Regina Margherita di Rocchetta Ligure. Il motivo è l’inizio dei lavori di “messa in sicurezza della piazza”. Il divieto di sosta e transito andrà rispettato  fino alla fine dei lavori, per i quali,  per altro, non c’è previsione, almeno stando all’avviso affisso fresco di giornata, ma datato 16 maggio.

La piazza transennata

Infatti, la vicenda dura da alcuni mesi, esattamente  dal mese di maggio, quando la Giunta, presieduto dal sindaco Fabio Cogo, senza passare per il Consiglio Comunale, ha approvato un progetto che alla popolazione è stato reso noto al 23 di agosto.

Il progetto, finanziato con fondi ministeriali per oltre 84.mila euro più 10 mila euro per i marciapiedi, prevede lo stravolgimento della piazza centrale del nucleo storico del paese, con abbattimento degli alberi secolari, spostamento del monumento dedicato ai caduti di Rocchetta e dei comuni vicini e la radicale modifica della viabilità.

Un progetto che, quando reso noto, ha suscitato non poche perplessità alla popolazione. che ha formulato proposte di salvaguardia e conservazione dell’attuale fisionomia della storica piazza.

In particolare ha originato sgomento l’abbattimento degli alberi.  Quell’angolo di piazza  è per gli abitanti luogo di aggregazione. Qui si incontrano, si raccontano e trascorrono momenti piacevoli.

Il Comune ha interpellato una professionista-agronoma che ha chiaramente detto che solo uno degli alberi è seriamente ammalorato ma, con le giuste “cure” può essere salvato.

Anche le consigliere di opposizione, sollecitate dai cittadini,  hanno interpellato un esperto e  un’architetta paesaggista che, dopo un sopralluogo alla presenza dei rappresentanti della Giunta, hanno studiato le carte peritali e formulato proposte ritenute realistiche, competenti e convenienti.

“Crediamo – spiegano in un documento le tre consigliere, Annalisa Fiori, Mandina Cogo e Teresa Tacchella –   che la messa in sicurezza dell’intera piazza deve iniziare proprio dalla cura del verde, dei suoi alberi secolari, come indicato nella perizia dell’agronoma richiesta, e pagata, dal Comune. Uno dei sei ippocastani versa in gravi condizioni ma, come proposto dall’esperta recependo quanto emerso nella perizia, ci sono due possibili soluzioni: cercare di curarlo con tagli e alleggerimento significativi, oppure abbatterlo e sostituirlo con un altro della stessa specie alto almeno 5 metri, come solitamente avviene in tanti altri comuni, anche a noi vicini. Il Comune, invece, secondo quanto spiegato dal sindaco nel breve incontro di sabato 8 ottobre, avrebbe scelto comunque l’abbattimento, senza sostituzione alcuna, ma soprattutto senza avviare, subito, la cura degli altri alberi, che poi significherebbe seguire le indicazioni contenute nella perizia e accogliere le proposte dell’esperto: potare in modo corretto e ampliare l’aiuola sopra e attorno alle radici per curare meglio ciascuna pianta e rendere la piazza più accogliente e fruibile alla comunità, tenendo conto delle esigenze della popolazione e valorizzando il territorio e il paesaggio. Per farlo, ricordiamo che ci sono anche altri fondi come quelli del BIM, il Bacino Imbrifero Montano, un consorzio che ogni anno ripartisce i proventi tra i Comuni associati”.

L’altro tema spinoso riguarda il monumento, realizzato circa mezzo secolo fa e bisognoso anch’esso di cure, ospita sei lapidi con i nomi di quei giovani dei comuni di Mongiardino, Roccaforte e Rocchetta, vittime delle due guerre mondiali. Il “Giardino della Memoria”, oggi tenuto in ordine anche grazie ai meritevoli volontari rocchettini, merita attenzione e rispetto e, come avviene in molti comuni italiani assieme alle scuole, può essere curato e mantenuto con fondi pubblici, anche attraverso il Ministero dei Beni Culturali.

Da maggio – concludono le consigliere – chiediamo incontri per avviare un percorso all’insegna della trasparenza, con il coinvolgimento dell’intero Consiglio comunale e un confronto serio con la popolazione. Nell’incontro pubblico del 23 agosto scorso, i cittadini e le associazioni presenti hanno espresso totale contrarietà. Non tenerne conto e perseverare in scelte incomprensibili e non condivise dalla popolazione non porta a nulla di buono. Per questo non ci rassegniamo. Pertanto, continuiamo a chiedere un confronto costruttivo per fare scelte di buon senso, soprattutto quando in gioco c’è un progetto di questa portata che prevede ristrutturazioni e stravolgimenti dell’assetto e della fisionomia della piazza centrale del nucleo storico del nostro paese capoluogo”.