Rocchetta Ligure rinuncia alla scuola e le famiglie si preoccupano

L’amministrazione accusa i Comuni valligiani di pagare le quote in ritardo cronico

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Lo aveva già anticipato il presidente dell’Unione Terre Alte, Giorgio Torre, solo due giorni fa nel corso di un’intervista pubblicata ieri su questo giornale: “ Il comune di Rocchetta non è più in grado economicamente di fare da capofila per la scuola – aveva detto – secondo me, è un compito che spetta all’Unione”.

Ora l’amministrazione comunale di Rocchetta Ligure, ha reso ufficiale la revoca della convenzione per il servizio scolastico, inviando una lettera datata 1 aprile, a tutti gli organi istituzionali: Regione, Provincia, Comuni dell’Alta Val Borbera, dirigente scolastico, rappresentante d’Istituto e persino il Revisore dei Conti del comune di Rocchetta, dottoressa Ottaviano. Nulla di nuovo, dunque. Invece no. Nella lettera, il sindaco Giorgio Storace, scrive: “Le finanze comunali, non consentono più di far fronte ai costi di gestione anticipando le spese anche per conto degli altri comuni, che tranne pochissime eccezioni, versano le loro quote con ritardi cronici”.

Giorgio Storace, sindaco di Rocchetta Ligure

Questa affermazione ha fatto imbufalire tutti gli amministratori valborberini, ma ha anche gettato nel panico i genitori degli alunni dell’Istituto don Orione, che temono un’eventuale chiusura del plesso.

Voglio tranquillizzare tutta la popolazione, non ci sarà nessuna chiusura – assicura il presidente dell’Unione – troveremo sicuramente una soluzione. La scuola è frequentata da oltre cento bambini, quindi non è immaginabile che  possa chiudere”. Gli fa eco la vice presidente Roberta Daglio, sindaco di Cabella Ligure:La scuola è una priorità, quindi non è assolutamente a rischio. Noi non solo non abbiamo debiti, ma addirittura abbiamo già anticipato, come ci era stato richiesto dal sindaco Storace il 50% della quota di quest’anno”.

La scuola –  ironizza la vicesindaco di Cantalupo Ligure Teresa Neboli chiuderà il giorno in cui in Val Borbera non ci saranno più bambini, fino ad allora il rischio è inesistente. Per quanto riguarda i debiti, posso affermare, che il nostro comune, deve per la scuola una cifra ridicola dovuta solo ad un bilanciamento di conti, soldi per i quali abbiamo già predisposto il pagamento”.

Di bilanciamento di conti, parla anche il sindaco di Albera Ligure, Renato Lovotti: “Non scherziamo, è  Rocchetta ad essere debitrice nei nostri confronti,  non il contrario. Le cifre parlano chiaro, e le cifre sono pubbliche. Forse il sindaco Storace, dovrebbe smetterla di dare la colpa agli altri per i problemi interni al suo Comune. Per quanto riguarda la scuola posso solo rassicurare tutti gli abitanti della Val Borbera, la scuola c’è e avrà sempre il sostegno di tutte le amministrazioni del territorio”.

Noi paghiamo sempre in anticipo pur non avendo alunni che frequentano la scuola – dice Gianni Chiesa, assessore comunale di Carrega Ligure , e aggiunge – Non vedo come una Valle come la nostra, dove ci sono oltre cento  bambini, possa privarsi di un servizio fondamentale. Non credo questo avverrà mai”.

La nostra quota per la scuola – spiega il sindaco di Mongiardino Ligure Renato Freggiaroè bilanciata dal servizio di trasporto dello scuolabus. Noi abbiamo solo quattro bambini, ma trasportiamo ogni giorno anche i bimbi delle frazioni di Rocchetta. Questo Storace lo sa benissimo, quindi certamente non può dire che gli siamo debitori”.

Insomma, sono tutti sul piede di guerra, e pronti a giurare di aver sempre adempiuto al pagamento delle quote scolastiche. Anche l’opposizione non ci va giù tenera.

Il sindaco Storace – dice la capogruppo Teresa Tacchellanon si è neppure preoccupata di informarci, noi lo abbiamo saputo ieri da alcuni genitori preoccupatissimi per il destino della scuola. Purtroppo la maggioranza ha preferito un’azione allarmistica, scatenando un putiferio.

Una questione di tale portata, secondo noi andava discussa prima di creare panico tra i genitori. Sarebbe stato opportuno che Storace si fosse confrontato con gli altri sindaci dell’Unione Terre Alte, per arrivare a una soluzione partecipata. La lettera, avrebbe dovuto essere solo la conclusione di un percorso condiviso, nella quale veniva già presentata la soluzione. Invece ancora una volta si è scelto l’isolamento. Crediamo che questa lettera sia strumentale alla ricerca di una qualche soluzione per risolvere i problemi interni del Comune alle prese con una situazione finanziaria e con il bilancio preventivo all’esame del Revisore dei conti”.

Avremmo voluto una dichiarazione del sindaco Storace, purtroppo non siamo riusciti a contattarlo. ci riproveremo nei prossimi giorni.