Sale. “Va dove ti porta il filo”: in mostra a Palazzo Moncalvi le meraviglie del ricamo

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Il baule del corredo… Le giovani generazioni non sanno di cosa si parla. Lenzuola, federe, tovaglie, camice, centrini…tutto rigorosamente ricamato dalle mani sapienti di donne che insieme alla fantasia, in quella biancheria riponevano amore e sogni. Oggi c’è ancora chi “perde gli occhi” sulle preziose trame e, punto dopo punto realizza veri e propri capolavori, piccole meraviglie  che saranno in esposizione a Palazzo Moncalvi  di Sale dal 14 settembre, quando, alle 17 sarà inaugurata la XXI edizione della mostra di ricamo “Va dove ti porta il filo…”.  Vicino ai lavori di oggi saranno accostati i preziosi lavori di ieri, in particolare e abiti e biancheria creata nel secolo scorso, dal 1940.

«La prima mostra di ricami è nata nel 1998, – spiega Annabona Cavalli, coordinatrice del gruppo – grazie alla passione di tre amiche con la passione di ago e fili e punto croce: “In pónta d’agügia” che tradotto significa “in punta d’ago”. Il successo fu immediato, fu così che venne riproposta l’anno seguente, in occasione della festa della donna. Le espositrici erano un centinaio e il titolo: “Come una volta…”, ad indicare che la passione per il ricamo era la stessa che aveva guidato le nostre mamme e nonne a ricamare nelle lunghe serate invernali, a lume di candela. Nel frattempo si era costituita l’associazione Aic, che all’interno delle proprie attività aveva avviato il progetto culturale “Ra Carsèra”,  (la traccia sul terreno lasciata dalle ruote dei carri), con cicli di conferenze e laboratori; uno di questi fu  proprio quello di ricamo, con lo scopo di recuperare questa tradizione. A Sale, nel secolo scorso, esistevano molte scuole di ricamo, con insegnanti eccellenti come Madre Guglielmina Remotti, fondatrice dell’ordine religioso delle Piccole Figlie del Sacro Cuore. Anno dopo anno, il laboratorio si è ampliato e la mostra si è arricchita di tanti manufatti realizzati espressamente, per aderire al tema della mostra che cambia tutti gli anni».

Ma chi sono queste signore?

«Siamo un gruppo di amiche: pensionate, casalinghe, impiegate, commesse, libere professioniste, dai 45 ai 76 anni. Ci troviamo tutti i lunedì da ottobre a luglio: sappiamo che cominciamo alle 15, ma non a che ore finiamo. Pausa the con biscottini e chiacchierate rilassanti. Strada facendo abbiamo perso due care amiche, Mina e Laura, ma è il ciclo della vita. In pónta d’agügia, punto dopo punto, abbiamo variato le nostre produzioni, dedicando ogni anno alla specializzazione di un punto nuovo. Così, dal punto croce e dai punti classici, siamo passate ad altre tipologie di ricamo. Il ricamo è un lavoro che richiede tempo senza fretta, una scansione lenta che però porta a creare cose che dureranno, lasciando una traccia».

Negli anni, queste artiste dell’ago, hanno ricamato e donato le tovaglie per l’altare maggiore e la mensa delle chiese di San Giovanni, di San Calogero, di Santa Maria, di San Rocco, di San Lazzaro, dell’Istituto Sacro Cuore a Sale, di Santa Maria a Gerbidi e di San Carlo ad Alluvioni Cambiò, e una tovaglia per Papa Benedetto XVI realizzata con oltre 300 formelle arrivate da tutta Italia.

La mostra sarà visibile: domenica 15 settembre 10 – 12 e 16 -19; martedì 17 settembre 10 – 12; sabato 21 settembre 16 – 19 e 21 – 23; domenica 22 settembre 10 – 12 e 15.30 – 19.30