Dopo sei anni il Piemonte torna ad avere un’autonomia economica dal punto di vista sanitario. Lo annuncia la Regione all’indomani della redazione dell’atto formale che sancisce la fine del pre-commissariamento. Il Piemonte aveva aderito al Piano di Rientro nel luglio 2010 per ottenere il finanziamento non assegnato per la mancata copertura del disavanzo previsto. Il Ministero della Salute aveva reso noto che il debito piemontese ammontava a circa 676 milioni di euro, un debito che ha inciso non poco sulla sanità nostrana, come sanno bene a Novi e Tortona, due poli pesantemente coinvolti dalla manovra.

Sulla questione si è espresso il direttore generale della sanità piemontese Renato Botti: “Torniamo ad  avere autonomia come tutte le Regioni del Centro – Nord – ha detto – nell’interventire per risolvere i problemi relativi alla carenza di personale, alla situazione dei pronto soccorso e allo sviluppo dell’assistenza territoriale”.

Ancora più importante quanto detto dall’assessore regionale, Antonio Saitta: “Il Piemonte può approvare il piano assunzioni per il 2017 che consentirà agli ospedali piemontesi di non subire più la carenza di personale cui sono stati sottoposti fin dal 2010. Dopo anni in cui il settore non era governato e i conti continuavano a essere fuori controllo, siamo riusciti a raggiungere l’equilibrio economico nei bilanci e ad approvare le riforme necessarie a riportare ordine, acquisendo nuovamente credibilità in sede ministeriale”.

Saitta ha voluto sottolineare anche la parte qualitativa della sanità del Piemonte: “Manterremo alta la qualità complessiva delle prestazioni: basti pensare che nell’ultima griglia che misura i Livelli essenziali di assistenza (Lea) stilata dal Ministero della Salute, il Piemonte è salito al secondo posto in Italia, dietro la Toscana”.