Se ne va il gestore: ancora guai per il Monferrato Story Park

Costato 1,4 milioni di euro di soldi pubblici, come gli altri parchi tematici si è rivelato un flop. Il Comune di Ovada: “Pubblicheremo un nuovo bando”

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2016
Il Monferrato Story Park di Ovada
Il Monferrato Story Park di Ovada

Come molti altri cosiddetti “parchi tematici” realizzati in provincia nel decennio scorso con un notevole dispendio di soldi pubblici, anche il Monferrato Story Park di Ovada fa acqua da tutte le parti. Sono già falliti il Parco avventura di Mongiardino Ligure e il bob estivo di Caldirola, solo per citarne due e ora la struttura realizzata alle porte della città è rimasta senza gestore. Il bar ristorante aperto nel 2015 da una famiglia di Rossiglione ha chiuso i battenti così come l’intera struttura, costata 1,4 milioni di euro di fondi dei cittadini, arrivati dall’Europa tramite la Regione e dalla Provincia. L’edificio, oltre al locale da circa 200 metri quadri, è stato realizzato per raccontare la storia del Monferrato e del territorio ovadese con i suoi castelli attraverso panelli e illustrazioni, presenti anche nell’area esterna per illustrare gli alberi tipici del territorio ma si è rivelato, finora, un flop. Subito dopo la fine dei lavori si era aperto un contenzioso con l’impresa costruttrice, La Giustiniana di Gavi, alla quale il Comune contestava un’errata esecuzione dell’intervento. Prima ancora c’era stato il contenzioso con i proprietari del vicino frantoio.

Poi, nel 2015, l’attesa apertura. “Abbiamo chiuso domenica – dicono i gestori – poiché non riusciamo neppure a coprire le spese, neppure dopo l’ok del Comune ad ampliare la nostra attività alla ristorazione. Non c’è stato l’afflusso di turisti sperato nonostante il nostro grande impegno nell’organizzare eventi e aperture dedicate a studenti e anziani. I vincoli per i gestori sono troppi, per questo gettiamo la spugna”. Il contratto con il Comune scade a novembre.

“Un mucchio di soldi buttati via – commenta il consigliere di minoranza Giorgio Bricola – come per l’area artigianale Rebba. Una scelta sbagliata far arrivare questi fondi per un progetto che doveva portare alla bonifica del vicino frantoio Robbiano-Gentile, mai avvenuta”. “Pubblicheremo un altro bando – dice il sindaco Paolo Lantero -. Ridurre i vincoli di utilizzo per rendere più appetibile la struttura? Ci proveremo ma senz’altro non potrà diventare una discoteca”. I parchi tematici si sono rilevati, purtroppo, quasi tutti delle cattedrali nel deserto e non hanno aiutato il turismo come era nelle intenzioni dei promotori.