Sequestrate 1.200 t di detriti contaminati da amianto a Sarezzano

Blitz dei carabinieri del Noe nell'azienda situata lungo la provinciale per Garbagna: posti i sigilli e denunciato il titolare per reati legati alla gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi.

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I controlli sul territorio rivolti alle aziende della filiera di gestione dei rifiuti hanno consentito carabinieri del nucleo operativo ecologico di Alessandria di sequestrare 1200 duecento tonnellate di detriti derivanti da demolizioni edili contaminati da amianto, trasformandoli in materiali inerti utili al reimpiego nell’attività di costruzione, stoccate in un’azienda del Tortonese, la Fgf Ambiente.

Il settore delle costruzioni edili sta vivendo una congiuntura di  evidente crisi ed è pertanto difficoltoso proporre sul mercato i sottoprodotti che provengono da questo tipo di  lavorazione, si accumulano così  grandissimi stock che rimangono “a magazzino” per lunghi periodi.

Per determinare la quantità dei materiali di risulta presenti nell’area dell’azienda, sono stati necessari strumenti altamente tecnologici; la Provincia ha pertanto fornito il proprio supporto con un velivolo a pilotaggio remoto, condotto dall’ingegnere Davide Guasco, che grazie ai suoi strumenti ottici  ha permesso di avere contezza dei punti di maggiore interesse da valutare a terra.

La situazione che si è presentata agli organi di controllo ha rivelato che i  rifiuti sono stoccati in diversi cumuli a brevissima distanza da campi coltivati a cereali, dimostrando così che non si tratta solo di un problema estetico che deturpa il paesaggio, ,ma anche di salute, constata la presenza nel materiale di amianto di tipo “crisotilo” sia nei rifiuti da trattare che in quelli in lavorazione.

I carabinieri del Noe hanno pertanto messo i sigilli all’area di circa 3000 metri quadri contenente i cumuli di rifiuti contaminati, sequestrandola e ponendola a disposizione della Procura della Repubblica di Alessandria, mentre nei prossimi giorni verranno svolte tutte le ulteriori verifiche del caso.

Il rappresentante legale del sito dovrà rispondere all’Autorità Giudiziaria dei reati di gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e violazione delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni all’esercizio dell’attività.