Alluvioni Cambiò: familiari e attivisti davanti alla casa oggetto dello sfratto
Alluvioni Cambiò: inquilini e attivisti davanti alla casa oggetto dello sfratto

Hanno rischiato di finire in mezzo alla strada ma, grazie all’intervento degli attivisti del Presidio Permanente Castelnuovo Scrivia, resteranno nella loro casa fino al 7 settembre. Stamattina, ad Alluvioni Cambiò, era in programma lo sfratto di una famiglia italiana, tre minori con problemi di salute e un invalido, che doveva essere sfrattata poiché non riesce a pagare l’affitto. Solo un componente della famiglia ha un lavoro e c’è una piccola pensione di invalidità, del tutto insufficiente.

Un'altra immagine del blocco dello sfratto ad Alluvioni Cambiò
Un’altra immagine del blocco dello sfratto ad Alluvioni Cambiò

Al momento dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario sia i familiari che gli attivisti si sono messi in mezzo impedendo l’esecuzione dello sfratto ordinata da giudice su richiesta del proprietario della casa. “Abbiamo ottenuto – spiegano dal Presidio – il rinvio al 7 settembre. Nel frattempo come sempre cercheremo di confrontarci con istituzioni e Cisa. Come sempre diciamo che, se si vuole davvero, una soluzione si trova (il caso di Etthari, poco tempo fa, insegna). Siamo venuti qui ad Alluvioni, come siamo stati presenti per impedire fisicamente diversi sfratti ai danni di famiglie non italiane, perché riteniamo che davvero non sia una questione di provenienza geografica ma di reddito. Nessuno per strada, tantomeno i bambini. Ci sono troppe case vuote e troppi sfratti: è un’emergenza e la scelta sul come gestirla è una scelta politica, così come lo è il nostro opporci fisicamente ad un’ingiustizia”.

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