Finisce con una vittoria raggiunta nel finale contro una squadra, il Molassana Boero, che ha onorato il campionato fino alla fine giocandosi la partita a viso aperto, la prima stagione della Novese Calcio Femminile. Un’annata che rimane memorabile e per un solo punto non consente alle biancocelesti di volare in Serie A con una promozione che sarebbe stata storica.

Le novesi faticano contro il Molassana, così come l’Empoli riesce a sbloccare la gara a Genova contro l’Amicizia Lagaccio solo su calcio di rigore (molto contestato dalle padrone di casa) all’interno del tempo di recupero della prima parte di gara.  Il gol di Lavarone al 65° è frutto della voglia di farcela: il cross dalla fascia sembra destinato a non avere conseguenze, ma la biancoceleste ci crede e anticipa tutte insaccando il vantaggio momentanto delle novesi.

Due minuti dopo, però il Molassana pareggia con un gran gol di Ponzanelli che dal vertice dell’area sinistra, pesca l’angolino lontano. Le padrone di casa allora attaccano con la rabbia e la voglia di vincere, per salutare almeno con tre punti il caloroso pubblico del Girardengo, ma sembra non volere entrare la sfera, soprattutto dopo che Bandini, portiere del Molassana e nettamente migliore in campo, viene elusa da una deviazione sul tiro di una novese, ma Librandi si immola sulla linea. Il gol arriva all’87° con Lardo che ribadisce in rete la respinta del portiere rossoazzurro.

La Novese vince, ma è l’Empoli a salire in Serie A. Ed effettivamente è giusto così, con zero sconfitte all’attivo, sarebbe stato assurdo che non fossero passate nella massima serie. Per la Novese resta in ogni caso un’annata che potremmo definire fondamentale. I motivi sono vari a cominciare da un gruppo coeso costruito in modo eccellente dalla società e diretto sapientemente da mister Fossati che prima ad Acqui, poi a Novi ha saputo modellare le sue ragazze fino a renderle una delle migliori squadre del nord ovest.

Poi c’è il grande merito di avere riportato l’entusiasmo per il calcio a Novi Ligure, una città che vive molto di ricordi sportivi, ma che negli ultimi decenni ha potuto gioire ben poco. Rivedere un pubblico felice e di nuovo positivo al “Girardengo” è già una vittoria che non era scontata. Si perché il calcio femminile si sta prendendo progressivamente il posto che merita, e le biancocelesti in tal senso rappresentano un punto di riferimento nel basso Piemonte, grazie ai loro ottimi risultati e al loro entusiasmo hanno rappresentato e rappresentano un veicolo per dare visibilità al movimento.

Intanto per il 27 maggio la società del presidente Saccone ha organizzato un Open Day dedicato a tutte le giovani nate fra il 2003 e il 2010 interessate al mondo del calcio.