Sì a metà, per i codici verdi all’ospedale di Ovada

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L'ospedale di Ovada

Sì al trasporto dei pazienti meno gravi all’Ospedale di Ovada, ma non attraverso il 118. “Da parte dell’Asl c’è la disponibilità – dice il sindaco di Ovada Paolo Lantero, all’indomani dell’incontro con i dirigenti dell’Asl Al e dei responsabili del 118 – a lavorare su un nuovo protocollo, per far sì che i pazienti assistiti dal medico di base vengano trasportati all’ospedale di Ovada, in ambulanza ma non del 118, perché il servizio non può derogare al rigido protocollo nazionale”.

Le ambulanze potranno trasportare i pazienti a Ovada, a condizione che a telefonare al 112 sia il medico di famiglia, che si trovi al domicilio del paziente ed abbia accertato le condizioni di stabilità e gravità clinica dell’interessato. La proposta dei “Codici verdi compassionevoli”, è stata presentata dal Comune di Ovada, firmata da tutti i medici di base dell’Ovadese e da tutti i sindaci della zona, alcuni presenti all’incontro con Lantero. Insieme per sensibilizzare sull’importanza dell’ospedale per i piccoli centri dell’Ovadese e della Valle Stura. In attesa di veder attivato il Pronto Soccorso semplice di area disagiata, il 118 devia tutte le chiamate della zona, anche quelle meno gravi verso gli altri ospedali, in particolare di Novi e Alessandria, ma per gli ovadesi è un disagio, soprattutto in relazione all’anzianità della popolazione e al trasporto pubblico scollegato.

“La presa di coscienza e l’apertura dimostrate ci permettono fin da ora di poter lavorare con il direttore del Distretto dell’Asl di Ovada e Acqui Terme per costruire il servizio, che sarà fattibile a breve”, aggiunge Lantero. La proposta di valorizzare il moderno ospedale di Ovada a sostegno degli altri ospedali non vale solo per snellire il carico di lavoro nei pronti soccorso. “Si è ragionato sulla possibilità di un nuovo servizio di cure intermedie, che sia di riferimento per le persone bisognose di cure più puntuali, però sole o non assistite. Consisterà in una sorta di servizio Obt, cioè Osservazione Breve Territoriale, che nell’Ovadese esiste in forma sperimentale, abbiamo chiesto risorse perché il Distretto possa ampliare il servizio”.

Le iniziative condivise vanno in tre direzioni: limitare i disagi della popolazione, migliorare i servizi e difendere l’ospedale. “Per difendere la dignità di centro zona, abbiamo chiesto anche una tac nuova e assunzioni di anestesisti e radiologi”, conclude Lantero.

Ovada punta sulla prevenzione. “Penso che la difficoltà di reperire personale, rispetto al numero chiuso degli studenti nelle facoltà di medicina e alle esigenze future con la prospettiva di ridurre il medici di base, sia preoccupante”.