Si allarga il “buco” della Bpb: altri 4 milioni di euro ammessi al fallimento.

Si aggiungono ai 3,2 milioni ammessi a fine 2017. La cooperativa di facchinaggio guidata da Sandro Basilio, Nino Borsani e Stefano Pancamo era fallita nel marzo dello scorso anno.

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tribunale di alessandria
Il palazzo di giustizia di Alessandria

Si allarga ancora il “buco” creato dalla gestione della cooperativa Bpb Service di Tortona, dichiarata fallita la scorsa estate dal tribunale di Alessandria, che ha ammesso alla stato passivo del fallimento 3,2 milioni di euro di debiti, in capo a dipendenti, professionisti, enti banche e aziende fornitrici, escludendo altre richieste per altri 5 milioni. Soltanto lo Stato, con l’Agenzia delle Entrate, attende oltre 2 milioni di euro di tasse e tributi non pagati. La coop aveva come titolari Sandro Basilio, ex presidente del consorzio socio assistenziale del Tortonese Cisa, Nino Borsani e Stefano Pancamo. Dati riferiti allo stato passivo certificato alla fine del 2017, dopo che la coop era stata dichiarata fallita nel marzo precedente. Ora il giudice Pier Luigi Mela ha ammesso numerose altre domande tardive, escludendone altre dalle proposte del curatore fallimentare, Gabriella Massa. In totale, ci sono ulteriori 4,1 milioni di euro, ai quali si aggiungono 4,5 milioni non ammessi. Una voragine che anche stavolta interessa numerosi ex soci-dipendenti della coop, assistiti da avvocati e sindacati per prendersi ciò che gli spetta per il lavoro eseguito per conto della società di facchinaggio. Quasi tutti sono stati ammessi come creditori privilegiati. La parte del leone la fa anche stavolta l’Agenzia delle Entrate, cioè le casse pubbliche: è stata ammessa al fallimento per circa 2,9 milioni di euro per Iva, Ires, addizionali regionali e comunali Irpef mai pagati.

Sandro Basilio

Non ammesso, almeno per ora, invece, il Consorzio Servizi logistici, società che chiedeva oltre 4 milioni di euro in base a una causa per risarcimento danni avviata nel 2015. Il giudice non ha ammesso la domanda poiché il processo non si è ancora concluso. È stata intanto fissata per il 19 luglio, in tribunale ad Alessandria, l’adunanza per il fallimento della M.r.s. Log. Service, un’altra cooperativa di facchinaggio e pulizie che operava nell’Interporto di Rivalta Scrivia oltre che in altre regioni del Nord Italia che faceva capo a Basilio. Il fallimento è stato dichiarato il 28 marzo scorso e a luglio si terrà l’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo della coop. I fondatori erano Manuela Bo, Rino Borsari e Basilio. La M.r.s. Log. Service aveva la sua sede amministrativa a Novi Ligure ed era attiva anche a Bologna, Novara e Mantova, dove sono decine i soci-dipendenti rimasti senza stipendio che si presenteranno a luglio in tribunale ad Alessandria insieme ai fornitori non pagati e ad altri soggetti. I debiti ammonterebbero ad almeno mezzo milione di euro. Curatore fallimentare è la commercialista Roberta Caviglia, che dovrà procedere con l’inventario dei beni della società fallita.