“Io a Serravalle tiro per Carbone, anche perché lui qualcosa mi dà, mi ha sempre dato una mano”. Così il 27 aprile 2012, poche settimane prima delle elezioni amministrative a Serravalle Scrivia poi vinte da Alberto Carbone, parlava Orlando Sofio, dallo scorso anno a processo a Palmi, in Calabria, per associazione mafiosa dopo l’arresto avvenuto del luglio 2016 insieme alla serravallese Marianna Grutteria e ad alcuni boss a capo della ‘ndrangheta nel Nord Ovest, nell’ambito dell’indagine Alchemia. Sofio, 63 anni, residente a Novi Ligure, secondo le intercettazioni allegate all’ordinanza che disponeva le misure cautelari per tutti i personaggi coinvolti, era in rapporti con molti politici del novese, di entrambi gli schieramenti dell’epoca. Imprenditore, era il proprietario, secondo le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, della Euroservizi di Serravalle, azienda di pulizie intestata alla Grutteria, definita riconducibile alla cosca Gagliostro-Parrello. Sofio era il referente nel novese del boss Carmelo Gullace, detto Nino, e proprio la “sua” azienda aveva ottenuto un appalto per i lavori del Terzo valico dei Giovi, che nel 2012 era stato riattivato dopo quasi vent’anni di stop ai cantieri. Non solo: numerosi gli incarichi da parte del Comune di Serravalle Scrivia, dove, quell’anno, come si diceva, si votava per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale.

Orlando Sofio

Finita l’epoca di Antonio Molinari, il centrosinistra si presentava spaccato: da una parte l’ex assessore Emanuele Parodi, candidato del Pd alleato con Forza Italia, dall’altra Alberto Carbone, anch’egli assessore uscente di Molinari, appoggiato da un “pezzo da novanta” (in termini di voti), l’imprenditore edile Pasquale Vecchi, tre anni prima eletto in Consiglio provinciale proprio con il Pd e, tra l’altro, parente della Grutteria. Terzo incomodo, Elio Pollero, esponente della sinistra radicale. Proprio Carbone vincerà con quasi il 50% dei consensi, pari a circa 1500 voti, staccando di parecchio Pollero, fermo a 824, e Parodi, ultimo con 685 voti. Sofio era stato intercettato al telefono mentre era in auto con suo nipote Francesco Sofio, consigliere comunale a Novi Ligure all’opposizione.

Fra i due i temi discussi erano la politica locale, i rapporti con il centrodestra novese e non solo ma il punto di partenza era il Terzo valico, con il progetto di costituire un movimento Si Tav in opposizione ai comitati No Tav sorti nei mesi precedenti. Sofio puntava ovviamente a ottenere appalti dalla Grande opera, come poi sarebbe avvenuto. Quando zio e nipote parlano delle imminenti elezioni a Serravalle, Orlando Sofio ricorda che Vecchi, poi vicesindaco di Carbone, “sta cercando di salire a Serravalle”, fa alcune considerazioni non proprio lusinghiere su Francesco Scaiola, esponente del Pdl candidato vicesindaco con Parodi del Pd e poi dice esplicitamente “io a Serravalle tiro per Carbone”. Francesco Sofio lo sollecita: “Sì, sì, tira per Carbone, mandali a fare in culo!”, riferendosi al centrodestra che non avrebbe aiutato né il nipote in Consiglio comunale a Novi né lo zio nelle sue attività imprenditoriali.

Il nuovo Consiglio comunale di Serravalle Scrivia
Il Consiglio comunale di Serravalle Scrivia

Poi Orlando Sofio chiarisce il motivo del suo appoggio al futuro sindaco: “Anche perchè lui qualcosa mi da, mi ha sempre dato una mano!”. Frase che lascia intendere, almeno nelle intenzioni di chi le ha pronunciate, un rapporto consolidato tra i due, non si sa basato su che cosa. Abbiamo provato a chiederlo allo stesso Carbone ma il primo cittadino, rieletto lo scorso anno perdendo però per strada circa 600 voti, ha preferito non rispondere. Qualche spiegazione potrebbe arrivare dalla seduta del Consiglio comunale in programma domani, mercoledì, alle 17,30. Come richiesto dalle opposizioni, Carbone dovrebbe spiegare i rapporti tra il Comune e la Euroservizi e tra l’attuale vicesindaco, Giulia Marchioni, e Marianna Grutteria. I due amministratori hanno già fatto sapere che per gli appalti la questione riguarda i funzionari del Comune. ”Siamo parenti” è invece la giustificazione del vicesindaco a proposito delle foto postate su Facebook che le ritraggono insieme. Situazione che l’associazione Casa della Legalità di Genova ha portato all’attenzione della magistratura depositando una memoria nel processo Alchemia. Altre domande, per ora senza risposta, riguardano appunto l’appoggio esplicito di Sofio alla lista vincente del 2012.

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