La sede della Euroservizi a Serravalle Scrivia
La sede della Euroservizi a Serravalle Scrivia

Orlando Sofio si dava da fare persino per procurare munizioni alle cosche della ‘ndrangheta, precisamente alla Raso-Gullace-Albanese. Insieme agli esponenti della cosca l’imprenditore di Novi Ligure che aveva rapporti con i politici locale di centrosinistra e centrodestra, è a processo a Palmi, in Calabria, dopo essere finito in manette nel 2016 con l’accusa di associazione mafiosa. Con lui, la serravallese Marianna Grutteria, considerata referente anche della cosca Gagliostro-Parrello. Entrambi sono i destinatari anche del provvedimento del tribunale di Reggio Calabria che dispone nei confronti loro e dei rispettivi familiari il sequestro a scopo di confisca richiesto dalla procura reggina. Nel decreto si ribadisce il ruolo di referente delle cosche per il territorio novese svolto da Sofio, che non solo cercava appalti per aziende legate alla ‘ndrangheta ma forniva loro, come recita il documento, il “munizionamento”. Dalle intercettazioni dell’indagine Alchemia, depositate nel processo, emerge infatti un dialogo tra Sofio e Diego Raso, esponente della cosca Raso-Gullace-Albanese, nel quale l’imprenditore novese dice: “Ricordami di passare da casa per prendere quegli “affari” lì”.

Orlando Sofio

Secondo gli inquirenti, è chiaro che si trattava di munizioni poiché Sofio dice “queste sono a palla tonda e queste normali”. È solo uno degli elementi che ha portato il tribunale calabrese ad accogliere la richiesta della procura di puntare alla confisca dei beni Sofio, in precedenza condannato per bancarotta fraudolenta, e Grutteria, intestataria fittizia della Euroservizi di Serravalle Scrivia, impresa che aveva ottenuto un appalto nei cantieri del Terzo valico prima di essere oggetto di interdittiva antimafia dopo gli arresti del luglio 2016. La ditta aveva filiali anche a Tortona e in Calabria. I giudici di Reggio hanno disposto proprio il sequestro dell’azienda di pulizie, per altro chiusa e in liquidazione dal 2017. In particolare, il capannone della zona artigianale di Serravalle, sede della Euroservizi, con un valore stimato in 300 mila euro, un terreno agricolo nello stesso Comune, un Fiat Panda del 2006, due conti correnti intestati alla donna e aperti nella banca Unicredit di Serravalle e un terzo nella filiale di Novi Ligure della Banca Intesa San Paolo. Inoltre, un’altra Fiat Panda intestata a Sofio, immatricolata nel 2015.

Marianna Grutteria
Marianna Grutteria

Vanno verso la confisca anche tutti i conti correnti, libretti di deposito, titoli di stato o quote societarie intestate non solo a Sofio e Grutteria ma anche a Maria Carla Debenedetti, moglie dell’imputato per mafia, alla figlia Elisa Sofio ed ad Andrea Carlevaro, figlio della Grutteria. Respinta dal tribunale la richiesta di sequestrare gli immobili intestati a Maria Carla Debenedetti, compresa la casa di Novi, in via Battisti, poiché acquistate alla fine degli Novanta, in un periodo lontano dai fatti emersi con l’indagine Alchemia. Il procedimento di sequestro preventivo partirà a Reggio Calabria il 13 novembre e sarà parallelo al processo in corso a Palmi, che vede la prossima udienza fissata per l’11 settembre.

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