I suoi promotori lo chiamano il “condominio senza problemi” ma anche il “condominio del futuro”. Sarà ricavato da due palazzi degli anni Sessanta costruiti in via Libarna ad Arquata Scrivia e acquistati dalla Arquata costruzioni, impresa edile che ha deciso di investire non solo sul mattone ma anche sul “sociale”,  in base al  progetto dell’architetto Corrado Motto. Oltre alla riqualificazione di una zona del centro storico degradata, infatti, nei due edifici, dove sono in programma 32 alloggi ricavati anche da alcuni immobili vicini, ci sarà anche la sede della cooperativa Athena, da anni attiva nel settore delle pulizie industriali e civili, delle manutenzioni e del giardinaggio, che nel progetto avrà un ruolo particolare: risolvere i piccoli e i grandi problemi degli inquilini e non solo, visto che l’attività sarà rivolta a tutti gli arquatesi.

Il rendering della riqualificazione

Sarà il personale di Athena a gestire la portineria dei due palazzi, svolgendo il ruolo che compete ad ogni portineria: ritiro della posta, pulizia degli spazi comuni, deposito delle chiavi, ma la novità consiste soprattutto nei servizi sociali offerti,  come fare la spesa per gli anziani o per chi non può farla perché ammalato o semplicemente non ne ha il tempo,  fare le pulizie nelle abitazioni, assistere gli animali domestici, proporre una badante condivisa fra diverse famiglie e molti altri compiti.

Servizi a richiesta che non graveranno sulle spese condominiali. “Gli affitti – hanno spiegato oggi gli ideatori del progetto nella conferenza stampa che si è svolta in municipio – saranno agevolati e gli appartamenti ampi e con grande terrazzi. Sono inoltre previsti posti auto sia interrati, sia in superficie”. “L’intervento ha spiegato l’assessore Stefania Pezzan insieme al sindaco Alberto Basso – permetterà anche di aprire una nuova via di collegamento tra via Libarna e via Roma”. Il progetto sarà il tema del convegno in programma ad Arquata Scrivia l’11 ottobre, al cinema Roma, nel quale interverranno tecnici di livello internazionale, come gli architetti Daniele Menichini e Nerma Linsberge e i professori Carlo Alberto Barbieri e Alessandro Marata, per questo esempio di “edilizia residenziale inclusiva”.

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