Stamattina l’ultimo saluto a Pietro “Pinocchio” Maffeo, il “Mago Oeffam”

0
1173

Stamattina, lunedì 19 febbraio alle 10,30 alla chiesa della Pieve di Novi, sarà tributato l’ultimo saluto a Pietro Maffeo, l’indimenticabile partigiano “Pinocchio”, conosciuto anche come “Il mago Oeffam”.

Si è spento venerdì a 90 anni nella residenza per anziani “Fiordaliso”. Si batté giovanissimo durante i fatidici 600 giorni della  Resistenza del Basso Piemonte, impegnandosi strenuamente come “Pinocchio”, questo era il suo nome di battaglia. Insieme a Franco Barellla e Alessandro Ravazzano era l’ultimo dei grandi partigiani di Novi. Personaggio molto caro ai suoi concittadini, sempre in movimento, spiritoso, con la battuta dialettale sempre pronta. Dopo la Guerra  ha alternato l’attività di rappresentante di commercio con quella sportiva. A cavallo tra gli anni ’40 e ’50, fu un ottimo pugile dilettante e un promettente professionista, disputando incontri e vincendo sia a livello nazionale che europeo.  Gli anni del Dopoguerra e della ricostruzione, gli tolsero però anche il sogno di partecipare a un’Olimpiade per dedicarsi alla famiglia e al lavoro.

Pietro Maffeo

Diresse per molti anni l’agenzia di pratiche automobilistiche Consulauto, in via Mazzini a Novi, prima di cederla alla figlia. Da pensionato visse una seconda giovinezza come “Mago Oeffam” (Maffeo scritto al contrario) e riscosse molta simpatia e successo. Non aveva il physique du role di un Sylvan o di un Tony Binarelli. Piccolo di statura, capelli bianchi, quel dialetto che trapelava puntualmente e sul palco mostrava una certa timidezza che invece non traspariva nella vita di tutti i giorni. Ma l’imbarazzo passava in secondo piano quando mostrava le sue incredibili magie.

“La scomparsa di “Piero” è una grave perdita per l’associazione e per la città – commenta Gianni Malfettani, presidente della sezione novese dell’Anpi -. Ha militato nella Brigata Oreste  e nella Brigata Garibaldi – Pinan Cichero. Dai ricordi dii mio padre, so che Maffeo  era in predicato di essere convocato per le Olimpiadi di Helsinki. Poi, per questioni che non conosco, fu scartato all’ultimo momento, pare ingiustamente”-.

Franco Barella affida il  ricordo di “Pinocchio” a una lettera: “So che leggerai di lassù queste righe e sentirai il mio rimpianto per non averti più incontrato da tempo. Ora fai parte delle persone care che ci lasciano, o meglio, ci precedono verso un cielo che penso azzurro. Ti prego, salutami Scrivia, Morgan, Silla, Uragano e quanti altri dei nostri troverai lassù. Credo che per noi tutti il buon Dio ci abbia riservato un angolo, se non proprio di Paradiso, almeno di attesa purificatrice. Ma, come ci ha protetto negli anni di fuoco, ci proteggerà ancora e ci terrà con Lui che abbiamo sempre amato. Arrivederci, non addio, amico mio fraterno, compagno di giochi prima, di lotta poi, di ricordi cari come solo l’amicizia vera sa donare”-.