Raccolta rifiuti porta a porta

Aumenti in arrivo per gli utenti con la nuova Tari. Il nuovo metodo di calcolo della quota fissa della tariffa rifiuti farà riferimento non più alla superficie dell’abitazione ma al numero dei componenti della famiglia. Le ripercussioni saranno però per tutti, non solo per le famiglie numerose, per questo i sindaci della Val Lemme si sono già riuniti a Francavilla Bisio per fare il punto della situazione. Alcuni paesi, come Francavilla Bisio e Tassarolo, sono stati tra i primi nel bacino di Gestione Ambiente ad avviare la raccolta attraverso il sistema porta a porta, arrivando a percentuali vicine all’80%. Il sindaco di Tassarolo, Paolo Castellano, spiega: “E’ doveroso che i sacrifici che sono stati fatti dai nostri cittadini in questi due anni attuando il porta a porta vengano premiati con un risparmio anziché con degli aumenti. Il percorso virtuoso che è stato fatto – prosegue Castellano – va premiato altrimenti si scoraggiano i cittadini”. La modifica del calcolo della Tari, secondo la società di raccolta rifiuti, permetterà di pagare meno gli utenti con grandi superfici e di pagare di più gli utenti con piccole superfici grazie a una tariffa fissa a parità di componenti. In teoria la modifica dovrebbe premiare chi produce meno rifiuti ma le proiezioni inviate ai Comuni da Gestione Ambiente, fa notare il consigliere di minoranza di Voltaggio, Michele Bisio “provocherà aumenti per tutti e percentualmente maggiori per i nuclei piccolissimi”.

Il municipio di Tassarolo

Alcuni esempi. Chi abita da solo in una casa di 40 metri quadrati nel 2022 dovrà pagare 60 euro in più, con una variazione del 55% rispetto allo scorso anno. Una famiglia di tre persone che abita in una casa di 100 metri quadrati passerà da 288 € a 325 euro, 37 euro in più, cioè il 13% di aumento. Benefici, invece, per chi risiede in 170 metri quadrati, cioè una villa: con tre componenti, da 350 euro passerà a 325 euro, 25 euro in meno, pari al 7%.Come si può evincere dai numeri – dice Bisio – ancora una volta il peso cala sulle spalle dei proprietari o affittuari di piccole e medie superfici a vantaggio delle ville”. C’è poi il capitolo negozi. Il sindaco di Tassarolo dice: “Si deve tener conto della loro importanza per le nostre comunità. Sono negozi di frontiera che devono rimanere aperti, altrimenti manca un servizio essenziale. Oltretutto, se l’attività commerciale chiude la sua tariffa rifiuti viene spalmata sugli altri cittadini”. Bisio afferma: “Mentre sulle tariffe domestiche Gestione Ambiente attribuisce le responsabilità ad ARERA, cosa ben diversa è quella delle utenze non domestiche, dove sono intervenuti modificando il numero degli svuotamenti minimi dell’indifferenziata (tariffa variabile calcolata, quota di maggior peso della bolletta), con aumenti del 50% di alcune categorie da 8 a 12, da 12 a 40 per ristoranti e pizzerie (un vero salasso), da 30 a 40 per ortofrutta, pescherie, fiori e piante ed hanno invece ridotto da 40 a 25 i supermercati e da 40 a 12 le discoteche.

Il municipio di Voltaggio
Il municipio di Voltaggio.

Un capitolo a parte meritano le macellerie che producono rifiuti speciali con costi di trasporto e smaltimento già elevati, che non producono carta e plastica alle quali sono attribuiti 36 svuotamenti minimi (erano 40 nel 2021). Al di là del fatto che nei nostri paesi sono previsti al max 26 ritiri del secco all’anno e quindi ai nostri commercianti fanno pagare 14 svuotamenti in più che fanno – continua Bisio -, ancora una volta voglio esprimere il mio disappunto sul fatto che il piccolo negozio, il bar, il ristorante di Voltaggio paghi quanto quelli di centri maggiori e di molto presenti nell’ambito dei 29 Comuni che hanno scelto la raccolta a porta a porta a tariffa calcolata. C’è poi il caso dei piccoli locali delle associazioni che non solo non producono rifiuto ma non hanno nemmeno ritirato i contenitori o i sacchetti o il badge e che il contenitore del cestino lo portano a casa gli organizzatori, con la gestione comunale della Tari pagavano mediamente 25 euro e ora si trovano una bolletta di 170 euro. I Comuni – conclude il consigliere comunale voltaggino – non devono approvare queste tariffe”.