Terzo valico: a Pozzolo sei cave per lo smarino all’amianto

Il Cociv vuole far arrivare via camion oltre 3 milioni di mc di roccia nei siti pozzolesi. Il Comune si oppone e il piano cave salta ancora

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La cava Romanellotta a Pozozlo Formigaro
La cava Romanellotta a Pozozlo Formigaro

Il 40% dello smarino del Terzo valico indicato nell’aggiornamento del Piano cave proposto dal Cociv potrebbe finire a Pozzolo Formigaro. Nel territorio pozzolese sono previste infatti addirittura sei cave di deposito della roccia scavata, a rischio amianto, tra le quali anche la Romanellotta (1,4 milioni di metri cubi) già attiva, la più grande di tutta la Grande opera da 6,2 miliardi. Una “botta” pesante per il paese della Fraschetta, da sempre interessato da un’attività estrattiva pesante. Ora i cavatori sono ben contenti di evitare di spendere i propri soldi per recuperare le cave grazie all’arrivo dello smarino che riempirà i buchi ma a farne le spese saranno la popolazione e l’ambiente. Oltre alla Romanellotta, finora a Pozzolo era indicata per il Terzo valico anche la cava di Bettole di Pozzolo (118 mila metri cubi).

Il Consiglio comunale di Pozzolo
Il Consiglio comunale di Pozzolo

Il Cociv vuole aggiungere come siti di primo utilizzo (dove lo smarino arriverà senza dubbi, al contrario dei siti di riserva) anche la cava di cascina Vassuria (tra 88 mila e 220 mila mc di capacità), cascina Guendalina (740 mila mc), cascina Cascinone (74 mila mc), cascina Pelosi (tra 37 mila e 333 mila), cascina Ponzana (251 mila mc). In totale, oltre 3 milioni di materiali che dovranno essere trasportati via camion, con migliaia di mezzi pesanti sulle strade. Due cave, oltretutto, si trovano sopra l’area di ricarica della falda acquifera della zona: sono Cascinone e Pelosi e l’accumulo di smarino non del tutto “pulito” potrebbe mettere a rischio l’acqua. Il Comune di Pozzolo ha deciso di opporsi a questa proposta. “Alcune delle cave indicate nel nuovo piano – spiega il sindaco Domenico Miloscio – in precedenza erano considerate di riserva, quindi il loro utilizzo non era affatto certo. Ora sono diventate tutte di sicuro impiego. Sei cave per Pozzolo sono davvero troppe: significherebbe ricevere il 39% dello smarino previsto in tutta questa nuova versione del piano cave. Non è sostenibile una situazione del genere”.

Il Cociv ha dovuto rinunciare alla cava Montemerla a Tortona per la ferma opposizione dell’amministrazione tortonese targata Pd. In quel sito dovevano finire inizialmente 2,2 milioni di mc ma tra esondabilità dell’area e amianto il Comune ha puntato i piedi e costretto il consorzio guidato da Impregilo a cercare altri siti. Così è stato scelto Pozzolo, più vicino, tra l’altro, ai cantieri del Terzo valico. “Una scelta semplicistica – continua Miloscio – che risolve i problemi dei cantieri del Cociv ma ne crea troppi a noi”. Così il parere del Comune sarà negativo nella conferenza dei servizi che si terrà il 4 luglio a Torino. La seduta di oggi è stata infatti rinviata sia per la posizione di Pozzolo sia per quella, già nota, di Sezzadio e per altre criticità sollevate da altri enti. La riunione odierna, nei piani del consorzio e della Regione, doveva essere quella decisiva per l’approvazione invece, dopo quelle di ottobre (in seguito agli arresti dei dirigenti) e di gennaio, serve un’ulteriore proroga.