Mentre, a proposito del Terzo valico, l’Ansa annuncia per martedì una non precisata apertura “del cantiere previsto in Val Lemme”, esattamente un anno fa, in questi giorni, venivano tratti in arresti i vertici del Cociv e delle aziende sub appaltatrici. Solo una, la Polistrade, è rimasta indenne, tutte le altre sono state cacciate dai cantieri per corruzione, turbativa d’asta e altri reati che hanno fatto emergere il “marcio” che si nascondeva nell’assegnazione degli appalti della tratta ferroviaria, scenario più volte annunciato dai comitati contrari al Terzo valico, così come le infiltrazioni mafiose, anch’esse ormai acclarate.

Un assaggio era arrivato pochi mesi prima, nel luglio del 2016, con l’operazione Alchemia: politici locali a disposizione di personaggi legati alla ‘ndrangheta calabrese al fine di far entrare negli appalti della Grande opera aziende vicine alla stessa organizzazione criminale. Il processo per quest’ultima operazione entrerà nel vivo, a Reggio Calabria, il 9 novembre. A giudizio sono finiti quasi tutti gli arrestati di un anno fa, avvenuti grazie la lavoro delle procure di Roma e Genova. Personaggi che, come il presidente del Cociv Michele Longo, sono stati immortalati accanto a parlamentari, prefetti, sindaci, commissari di governo, oppure il dirigente del consorzio Ettore Pagani, intercettato mentre sminuiva il problema amianto, per anni negato dal consorzio, dicendo che “tanto la malattia arriva fra trent’anni”. Solo il sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, favorevole al Terzo valico, espresse “imbarazzo” in Consiglio comunale dopo l’arresto di quelle persone, con le quali anch’egli si confrontò più volte.

L’incontro di un anno fa ad Alessandria per presentare il Patto per il territorio

Il (triste) anniversario viene ricordato dai circoli Vallemme e Ovadese Valle Stura di Legambiente: “È ormai trascorso un anno dall’arresto del vertice dirigenziale di Cociv. Durante questo periodo abbiamo abbiamo letto le negoziazioni dei lotti di costruzione fatte sulla pelle di donne brasiliane, l’ammissione dell’inutilità e del sovradimensionamento dell’opera da parte della Commissaria Romano. Abbiamo assistito, a soli tre giorni dalla retata, a improbabili convegni per la spartizione di 60 milioni di denaro pubblico per opere che, se e quando fossero davvero utili, dovrebbero essere realizzate indipendentemente dal Terzo Valico e dovrebbero costituire la concretizzazione di un diritto e non una merce di scambio. Abbiamo anche letto le incredibili notizie in merito alla qualità dei lavori fin qui realizzati: dal “Cemento come colla” e “calcestruzzo che defluisce a cazzo” al conferimento di smarino inquinato in cave poco distanti dai pozzi dell’acquedotto della città di Alessandria, alle alterne vicende legate ai numerosi ritrovamenti di amianto e benzene nello smarino proveniente dagli scavi del Terzo Valico”.

Il tunnel del Terzo valico a Voltaggio

Legambiente sottolinea l’assenza di reazioni da parte dei sindaci: “Forse perché le proposte fatte loro il 29 ottobre 2016 sono state convincenti? I sostenitori dell’opera hanno dimostrato loro degli argomenti solidi per convincerli a non sollevare obiezioni? Attendiamo ancora che si faccia luce anche sull’altra faccia della sporca medaglia: chi ha operato con tale spavalderia non può averlo fatto in assenza di coperture politiche. Abbiamo la democratica necessità di sapere chi è quel Daniele menzionato in una delle telefonate intercettate, visto che c’è stata una chiara smentita dal politico di nome Daniele più noto in provincia. Vorremmo anche conoscere i nomi di tutti gli altri politici di cui non sono state rese note le intercettazioni”. Infine, i due circoli dicono: “Intanto constatiamo che la macchina organizzatrice è molto efficiente: è riuscita a commissariare un consorzio privato, a indire nuove gare d’appalto perfettamente regolari che vengono vinte dalle stesse ditte cacciate in precedenza per reati contestati”. Il riferimento è alla Grandi Lavori Fincosit di Roma: dopo gli arresti il Cociv aveva cancellato l’assegnazione degli appalti dei lotti Serravalle e Voltaggio, quest’ultimo poi riassegnato alla stessa impresa pochi mesi fa.

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