Lo scavo del tunnel principale del Terzo valico rallenta ancora. La prima delle due talpe meccaniche (Tbm) partite dal cantiere di Radimero, ad Arquata Scrivia, doveva raggiungere le sorgenti di Sottovalle, sotto il monte Zuccaro, a Natale secondo l’ultimo aggiornamento ma a oggi è ancora lontana. A gennaio aveva scavato 3.610 metri mentre la seconda talpa, partita dopo un certo periodo, si era avvicinata a 3.363 metri. I due macchinari, soprattutto la prima, non stanno lavorando a pieno regime e il ritardo nei lavori continua a crescere, se si pensa che l’impatto con le sorgenti dell’acquedotto della frazione di Arquata Scrivia doveva avvenire inizialmente a settembre dello scorso anno. Ora si parla di aprile ma non ci sono certezze. Il motivo di tale situazione sarebbe legato alle dimensioni della vasche costruite nel cantiere di Radimero per lo stoccaggio provvisorio dello smarino, da analizzare per la ricerca dell’amianto. I maxi contenitori non sarebbero abbastanza grandi per contenere tutto il materiale scavato. A provocare ritardi è stata però soprattutto l’alluvione dello scorso autunno: molte cave di deposito dello smarino, in pianura, sono state allagate prima dalla pioggia e poi dall’innalzamento della falda acquifera, che ha provocato l’allagamento anche di molte cantine tra Novi, Pozzolo e Tortona.

Il cantiere del Terzo valico a Radimero

Il rallentamento dei lavori ha destato qualche preoccupazione nel sindacato, tanto che la Fillea Cgil ha chiesto di incontrare il Cociv per fare chiarezza sulla situazione. Visto che il Cociv preferisce ancora una volta non rilasciare dichiarazioni, Rfi, committente del Terzo valico per conto dello Stato, sostiene invece che “le attività di scavo della Tbm sono in fase di riavvio a seguito di una sosta tecnica programmata necessaria per il proseguimento delle attività di scavo che riprenderanno in questo mese. Le vasche di smarino di Radimero non hanno comportato alcun condizionamento nell’avanzamento dei lavori”. La società delle Fs ammette le difficoltà relative alle cave di deposito: “Si stanno regolarizzando le criticità riscontrate a seguito degli eventi alluvionali eccezionali avvenuti nei mesi di ottobre e novembre dello scorso anno che hanno interessato i siti di deposito”. Per Sottovalle, ricorda Rfi, l’acquedotto alternativo “è completamente ultimato e funzionante e sono in corso le fasi di consegna dell’impianto agli enti che ne cureranno la gestione”

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