Lo scavo del tunnel a Cravasco

L’Osservatorio Ambientale per il Terzo Valico ha aggiornato il mitologico Protocollo Amianto, documento richiesto per anni da cittadini ed associazioni locali, ma che non spuntava mai fuori. A quattro anni dalla redazione di quel documento, è stato redatto, praticamente da zero, un nuovo insieme di studi derivanti dai lavori effettuati sul campo.

Primo dato importante, è che dopo alcuni anni pare che Cociv e colleghi abbiano finalmente ammesso la presenza di amianto nelle montagne: “il Protocollo capitalizza l’esperienza di oltre 21 km di gallerie scavate anche in presenza di amianto” dice il comunicato inviato dall’Osservatorio. I dati sono stati ricavati in particolare dai lavori effettuati sul versante ligure, in particolare a Trasta che hanno condotto a una serie di aggiornamenti che dovrebbero portare ad un livello di maggiore sicurezza sul tema della fibra killer.

Secondo quanto riportano dall’Osservatorio una prima innovazione riguarda la tecnica di controllo dei valori presenti nell’aria, denominata “SEM” che dovrebbe determinare un affinamento sia nel campionamento che nel monitoraggio. Inoltre vi sarebbe stato un passo in avanti nella previsione geologica, ovvero da quello che si potrà trovare nel prosieguo degli scavi.

Vi sono stati quindi miglioramenti sia per il controllo dell’aria, che delle acque, così come l’analisi del materiale sul fronte di scavo.

Insomma tutto sicuro, pulito e nei tempi, come da sempre dichiarato dai fautori dell’opera d’altronde. L’Osservatorio rassicura tutti, a pochi giorni dalle dichiarazioni dei neo eletti deputati grillini, in particolare quelli genovesi, che hanno chiaramente detto di voler fermare l’opera, giudicata inutile da molti e in realtà in grave ritardo, su tutti i fronti.