1. Sono fermi da stamattina e lo resteranno per tutto il giorno i cantieri del Terzo valico a causa dello sciopero indetti dai sindacati Fenealuil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil per protestare contro la decisione del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli di sospendere i fondi per il quinto lotto della linea ferroviaria ad alta capacità in attesa dell’esito dell’analisi costi beneficio. E’ lo studio che il ministero ha deciso di eseguire per comprendere se il Terzo valico sia davvero utile per le collettività come sostiene la maggior parte dei partiti, dalla sinistra alla Lega fino ai sindacati oppure, come sostengono cittadini, comitati, associazioni e i 5 Stelle, non serva affatto poiché esistono già svariante linee che da Genova salgono verso Nord e il porto non è intasato di merci come prospettato nei decenni scorsi. Stamattina, diversi bus sono partiti da Alessandria e da Genova alla volta di Roma, dove i manifestanti hanno protestato davanti alla sede del Ministero in piazzale Porta Pia.
La manifestazione di stamattina a Roma

Tanti gli striscioni contro Toninelli, la cui decisione, secondo i sindacati, rischia di far perdere il lavoro a numerosi lavoratori: le cifre rese note nei giorni scorsi dai sindacalisti e dal politici del Pd sostenitori dell’opera spaziano da 400 a quasi 2.400. Rocco Politi (Fillea Cgil), spiega: “Il ministro, che ci ha ricevuto stamattina, ha ribaditodi voler attendere l’esito dello studio, previsto tra circa dieci giorni, e che quindi non sbloccherà i fondi. Non ci ha dato così nessuna garanzia occupazionale, sostenendo che comunque , fino a gennaio, non ci sarà nessun licenziamento. Come sindacati ci chiediamo, nel caso in cui l’analisi costi benefici sia negativa, che senso avrà andare a lavorare fino a inizio anno sapendo che l’opera non si farà”. I sindacati hanno chiesto di essere nuovamente ricevuti una volta reso noto l’esito dell’analisi.

L’AMIANTO A RADIMERO. Intanto, nel cantiere di Radimero di Arquata, come fa sapere l’Osservatorio ambientale del Terzo valico, potranno essere costruite le due vasche aggiuntive necessarie per effettuare al meglio le analisi sullo smarino per la ricerca, in particolare dell’amianto. “Le vasche – sostiene l’Osservatorio -, interrate nell’area di cantiere, vengono utilizzate per stoccare e analizzare il materiale estratto dalle gallerie durante l’avanzamento delle Talpe (il cosiddetto smarino), prima dell’invio al deposito intermedio di Romanellotta, dove si svolge il processo di biodegradazione dei tensioattivi contenuti nelle terre.

Si tratta di un intervento importante per la migliore gestione del cantiere: le due vasche in più, infatti, assicurano tutto il tempo necessario alla caratterizzazione delle terre di smarino senza tenere bloccato lo scavo”. L’ok è arrivato da Rfi dopo che per un anno l’iter si era bloccato a causa della richiesta del Cociv al Comune di Arquata di autorizzare le vasche solo in base a una semplice comunicazione di inizio lavori mentre dal municipio sostenevano come fosse necessaria l’approvazione da parte di Rfi, società committente del Terzo valico per conto dello Stato, trattandosi di una variante al progetto iniziale già approvato della linea ferroviaria, opera pubblica a tutti gli effetti. Questione che era finita al Tar, al quale si era rivolto il Cociv ma, alla fine, anche l’Osservatorio ambientale ha dato ragione al Comune.

CONDIVIDI
Articolo precedenteLa Under 14 vince il derby alessandrino
Articolo successivoArquata dedica una serata in ricordo di Ale e Gio, vittime del Ponte Morandi