Nel 74° anniversario della Liberazione, sono in programma in tutta la Provincia numerose iniziative e celebrazioni per mantenere vivo il ricordo dei giorni del 25 aprile. Furono momenti eroici, tragici e gloriosi per le forze partigiane impegnate nell’insurrezione generale e nell’ultima spallata contro il nazifascismo, in attesa dell’arrivo degli alleati: la provincia di Alessandria ha pagato un prezzo altissimo durante la Guerra di Liberazione, tanto da ottenere la medaglia d’oro al valor militare.

Giovedì 25 aprile, a Tortona, le celebrazioni avranno inizio alle 9,30, con la messa in Cattedrale celebrata dal vescovo, padre Vittorio Viola, al termine della quale, verso le 10,15, si formerà il corteo che percorrerà le vie del centro fino al monumento ai partigiani, ai giardini di corso Leoniero, dove alle 10,30 si terrà la cerimonia con interventi di studenti delle medie superiori. L’orazione ufficiale sarà tenuta dal professor Cesare Panizza dell’Università di Torino, collaboratore dell’Istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria, vincitore lo scorso anno del Premio Acqui Storia.

soldati brasiliani a TortonaLe celebrazioni proseguiranno domenica 28 aprile con la cerimonia a ricordo dell’ingresso in città del Corpo di Spedizione Brasiliano (Feb). Alle 11 raduno dei mezzi militari d’epoca in piazza Malaspina e sfilata in corso Alessandria fino al Palazzo Comunale dove si terranno gli interventi delle autorità brasiliane. Durante la cerimonia, che prevede la presenza dell’addetto militare dell’Esercito colonnello Peixoto, davanti al palazzo comunale in corso Alessandria, verrà messo a dimora un albero, simbolo di pace, libertà e amicizia con il Brasile, a commemorare l’arrivo delle truppe alleate della Feb e a ricordo della conclusione delle ostilità.

Il recupero della memoria di quei giorni, che hanno visto la presenza brasiliana nelle nostre terre, è l’oggetto degli studi approfonditi di due storici locali Corrado D’Andrea e Matteo Leddi, recentemente insigniti a Roma della medaglia Mascarenhas de Moraes per meriti di ricerca. E proprio di Corrado D’Andrea è il racconto dell’arrivo del corpo di spedizione brasiliano a Tortona.Corrado D'Andrea e Matteo Leddi

«Quest’anno ricorrono i 74 anni dalla conclusione della seconda guerra mondiale – dice -. Il 25 aprile è la data di riferimento, la festa nazionale della liberazione: quella data corrisponde all’inizio dell’insurrezione generale da parte delle forze partigiane contro l’occupazione nazi-fascista, ancora ben radicata in gran parte del nord Italia. Tortona per fortuna ha pagato un modesto tributo di sangue in quei giorni di angoscia e al termine del 25 aprile, la città era libera dalla presenza militare tedesca. La guerra, però, non era ancora finita: gli alleati stavano marciando da sud e da est verso il Piemonte. Si attendevano gli americani provenienti da Genova, invece, in una assolata giornata di fine aprile, il 29, giungono le prime colonne di un esercito che parlava una lingua latina, erano truppe brasiliane».

I soldati della Feb, la forza di spedizione brasiliana, impiegata solo in Italia dal 1944, aveva appena completato una grande manovra di accerchiamento di truppe tedesche nella zona parmense di Fornovo di Taro e aveva ricevuto l’ordine di raggiungere Alessandria.

«Quella mattina da Voghera arrivano i pracinhas, come venivano chiamati i giovani fanti arrivati dalle terre brasiliane – aggiunge D’Andrea -. Era un esercito finalmente sereno dopo un anno di guerra passato sulle alture dell’appennino tra Toscana ed Emilia, che aveva combattuto contro forze tedesche ben armate e motivate. Ora marciavano da vincitori nella pianura. Le ostilità in Italia si concludono ufficialmente il 2 maggio con il cessate il fuoco delle forze tedesche, resta il simbolo del 25 aprile e dell’epica lotta partigiana. Negli anni, il ricordo di quei giovani che sono rimasti nella nostra città fino a giugno si è in parte offuscato, ma basta chiedere a chi c’era, che subito tornano alla mente le feste, i balli e la gioia irrefrenabile della libertà».

Il corpo di spedizione brasiliano conclude le ostilità come forza di occupazione nelle nostre zone, il Comando generale viene stabilito ad Alessandria.

«A Tortona – spiega D’Andrea – resta un nutrito contingente appartenente alla sanità militare, di cui faceva parte il tenente Carlos Enrique Bessa, che ancor oggi ricorda con affetto la nostra città e l’annuncio della fine della guerra ricevuto con i suoi commilitoni. Il legame con le truppe brasiliane dovrebbe essere dunque molto forte, ma il tempo trascorso ha reso quei giorni lontani e quasi indecifrabili anche per gli stessi cittadini brasiliani che abitano a Tortona. Per quasi tutti, è infatti una scoperta ed una novità sapere che quei soldati giunti via mare dall’altra parte del mondo avevano concluso la loro carriera di combattenti proprio qui da noi. Gli studi storici stanno lentamente facendo emergere tanti dettagli, come quelli dei due piloti abbattuti durante attacchi aerei alla stazione di Alessandria».

Triste storia quella del tenente Luis Lopez Dornelles, il cui aereo è stato colpito il 26 aprile 1945, proprio poche ore prima dell’arrivo delle colonne brasiliane a Tortona e al quale verrà dedicata una targa, che sarà scoperta giovedì 25 aprile davanti al liceo Galilei di Alessandria.

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