Entro il 31 dicembre l’acqua del pozzo della Lomellina, a Gavi, che alimenta Rovereto e altre frazioni, dovrà essere sottoposta a uno specifico sistema di filtraggio poiché non rispetta i limiti di legge per quanto riguarda i livello di cromo esavalente, metallo pesante cancerogeno se assunto in quantità eccessive rilasciato in maniera naturale dalle rocce. Quindi, non c’è nessun inquinamento causato dall’uomo. Gavi non è l’unico Comune costretto a prendere provvedimenti. Alla fine del 2016 la nuova normativa aveva fissato in 10 microgrammi per litro il limite massimo e indicato tempi molti stretti per mettersi in regola, addirittura il luglio del 2017. Molte amministrazioni comunali, soprattutto vicino all’Appennino, si sono così ritrovate “fuorilegge” e sono state costrette a intervenire attraverso i gestori degli acquedotti dopo che l’Arpa aveva scritto loro evidenziando “superamenti dei valori delle concentrazioni soglia di contaminazione”. Gli interventi dovevano inizialmente essere attivati entro il luglio dello scorso anno ma i tempi erano troppo ristretti così è arrivata una proroga al 31 dicembre prossimo. Per Gavi, Gestione Acqua, gestore dell’acquedotto comunale, ha previsto un impianto per filtrare l’acqua del pozzo e quindi immetterla nella rete idrica gaviese. Costo, 214 mila euro, interamente a carico della società novese. L’impianto, dotato di un sistema di controllo a distanza, sarà costruito accanto al pozzo all’interno di un piccolo fabbricato. Tutto resterà di proprietà del Comune, che ha approvato il progetto.

L’ingresso di Rovereto

Il pozzo della Lomellina nei mesi scorsi era salito alla ribalta delle cronache per la crisi idrica che ha interessato in particolare Rovereto. La causa sarebbe la pesante siccità del 2017 ma anche lo sfruttamento eccessivo, secondo il gruppo di minoranza consiliare, del pozzo stesso in questi ultimi vent’anni. Tesi respinta dall’amministrazione comunale, secondo la quale il problema sarebbe la presenza di un altro pozzo in località Lomellina, da cui si alimenta Novi Ligure. Gestione Acqua, a tal proposito, precisa: “Nell’area denominata Lomellina sono localizzati e funzionanti due pozzi ad uso idropotabile. Il primo, in proprietà Pernigotti, in Comune di Novi Ligure, venne perforato e messo in funzione negli anni 90/91. Il secondo, adiacente la proprietà Broglia in Comune di Gavi, era stato perforato e messo in funzione negli anni 95/96. I due pozzi che distano in linea d’aria poco più di un chilometro e mezzo, pescano entrambi dalla falda profonda.

Uno scorcio della Lomellina

Dal primo viene emunta una portata pari a quella di progetto di 8/9 litri al secondo (l/s), pressochè costante nel corso di tutto l’anno, evitando così problemi al livello di falda che risulta praticamente stabile. Il secondo presenta una portata praticamente analoga pur essendo stato progettato per circa 5 l/s, che però ben presto si rivelarono non sufficienti per servire la rete cittadina e soprattutto le frazioni di Rovereto, Alice e Madonna della Guardia. Anche recentemente era stato proposto da privati il perforamento di un nuovo pozzo nell’area, ma il Comune di Gavi e Gestione Acqua congiuntamente si sono opposti, ottenendo che tale progetto non fosse realizzato. Col termine del periodo estivo, durante il quale non è conveniente procedere a manovre, prove ecc. per i consumi elevati, Gestione Acqua si propone di eseguire le verifiche opportune e gli interventi che risulteranno necessari per evitare il ripetersi di disagi e disservizi per il futuro”.