Venghino signori vegani e vegetariani venghino, perché oggi parliamo del tentativo di realizzare uno dei cibi “definitivi” per la dieta dell’essere umano: i corn flakes, o  fiocchi di mais in italiano. Il 31 maggio del 1894, il dott. John Harvey e il fratello Will Keith Kellogg (dice niente questo cognome?) li brevettano con il nome di “Granose”.

John Kellogg medico che “inventò” i corn flakes in una foto del 1913

Le origini di questo cibo che è tornato fortemente in uso ai giorni nostri, deriva da una convinzione non salutistica, bensì religiosa. Infatti Kellogg faceva parte della “chiesa degli avventisti del settimo giorno”, (una delle tante sette cristiane nate negli ultimi due secoli) i cui membri sono tenuti a seguire una rigida dieta non solo vegetariana, ma anche, in sostanza, insipida. Kellogg, però si spinse oltre. Nel 1894 egli era soprintendente di un sanatorio, a Battle Creek, Michigan e impose ai suoi pazienti uno stile di vita…insipido appunto: niente carne, alcool, tabacco, cioccolata, zuccheri raffinati, caffeina e soprattutto niente sesso.

Se ai primi elementi (forse) si può, faticosamente rinunciare, l’attività sessuale è un bisogno fisiologico, al quale è difficile porre rimedio. Come fare quindi? “Beh innanzitutto togliamo ciò che può scatenare il desiderio di ‘peccare’” deve avere pensato l’illuminato dottor Kellogg. Perciò via anche gli alimenti piccanti e i dolci naturalmente, tutte cose che possono far aumentare la libido (almeno nelle convinzioni ottocentesche e bigotte del dott. Kellogg).

Cosa rimaneva da mangiare? Cereali e semi in abbondanza, fra i quali il mais. Un giorno, come spesso accade, per caso, Kellogg e il fratello ritrovarono del grano cotto, raffreddato. Visto che buttare via il cibo è peccato pensarono di provare a “spianarlo” con dei rulli. Ne derivarono dei fiocchi che tostarono e servirono ai pazienti.

Una pubblicità “vintage” dei cereali Kellogg’s

Ben presto i pazienti iniziarono a sperimentarli con vari accompagnamenti, quando tentarono con il latte: voilà l’affare era fatto. In poco tempo i fratelli Kellogg si trasformarono in imprenditori, provarono a seguire lo stesso procedimento con altri cereali e nel 1906, il fratello di Kellogg, Will, decise di fare il grande salto entrando nel mercato con la Kellogg’s. I corn flakes per raggiungere il grande pubblico, però non potevano rimanere insipidi, perciò al diavolo, si aggiunga abbondante zucchero e sì, ora erano pronti a conquistare le tavole di milioni di americani. John non era d’accordo su questo punto, ma una volta visti i ricavi ci ripensò immediatamente.

In poco tempo poi iniziarono a spopolare nuovi tipi di cerali, dai Rice Krispies, ai Crunchy Nut Cornflakes fino ai giorni nostri quando la Kellogg’s è ormai una multinazionale, regina del mondo dei cereali, un’azienda che nel 2011 ha fatturato qualcosa come 13,19 miliardi di dollari, e dà lavoro a oltre 30 mila dipendenti. I fratelli Kellogg ebbero una grande intuizione, ma ben presto il successo darà vita ad inevitabili dissidi interni.

Da un lato John era stato colui che aveva avuto l’idea, che era nata con un fine interiore, di fede (lui stesso si asteneva dal sesso, ma si sposò ed adottò 42 bambini!); dall’altro Will era l’imprenditore, la parte dei Kellogg che guardava al futuro, alla modernità in un periodo di transizione da un secolo ad un altro. Nel 1907 John verrà espulso dalla chiesa avventista, ma continuerà a guidare il sanatorio fino al 1942. Sarà Will, però a guidare la società.

Will Kellogg era la mente imprenditoriale dei due

La Kellogg’s come detto prospererà, e i due fratelli, a ben vedere avranno ragione nel sostenere uno stile di vita estremamente salubre (molto più John che Will). John continuerà a sperimentare, elaborare diete per stili di vita sani e a curare i suoi pazienti fino alla sua morte che avverrà nel 1943 a 91 anni la stessa età alla quale morirà il fratello, 8 anni più tardi. Di sicuro entrambi non immaginavano probabilmente, nel momento della scoperta dei corn flakes, che un alimento così semplice potesse conquistare il mondo entrando nelle “tazze” di milioni di persone.