“Usiamo le api per controllare l’inquinamento della discarica”.

La società Filippa 2 annuncia persino l'uso degli insetti pur di avere l'ok all’ammasso di rifiuti previsto tra Casalcermelli e Frugarolo. Legambiente chiede l’inchiesta pubblica. Il comitato Torrente Orba: “Vuoto normativo a causa della Provincia”.

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Un argine e un “biomonitoraggio con le api”: sono solo alcune delle proposte che la società Filippa 2 ha inviato alla Provincia in vista del nuovo avvio dell’iter della discarica prevista lungo il torrente Orba tra Casalcermelli e Frugarolo, in località Pitocca. La procedura di valutazione di impatto ambientale (Via), che ora dovrà concludersi entro 120 giorni dalla data di convocazione della conferenza dei Servizi, era stata sospesa dalla società proponente fino al 30 giugno scorso per avviare un dialogo con il territorio attraverso il sito web e la pagina Fb dedicati al progetto da 1 milione di metri cubi di rifiuti. Dialogo che, secondo la Filippa 2, avrebbe avuto successo e spinto la società a proporre modifiche al progetto in modo da allontanare i dubbi legati in particolare al rischio di inquinamento della falda acquifera profonda e alla possibile esondazione dell’Orba. Nel ribadire la volontà di realizzare un parco nel sito della discarica con impianto fotovoltaico, attività di promozione della biodiversità dell’Orba e del Po e altre amenità, nei documenti depositati in Provincia si parla anche “svolgere attività di biomonitoraggio con le api”: in pratica i poveri insetti verrebbero utilizzati per dimostrare la salubrità del sito una volta depositata la spazzatura.

Il torrente Orba

La FIlippa2 annuncia anche “un’arginatura di modesta altezza (circa 1,5 m) provvista di idonea protezione al piede” lungo la sponda destra dell’Orba, pur evidenziando che non esistono rischi per la discarica in caso di esondazione del torrente. Non solo: “Non sussiste alcuna possibilità di interferenza fra la discarica in progetto e le falde profonde che alimentano il pozzo Molinetto. Ciò indipendentemente dalla struttura della discarica, che presenta già di per sé un sistema di impermeabilizzazione composita, tale da fornire ogni garanzia e con un fattore prestazionale di circa dieci volte superiore a quello richiesto dalla normativa di riferimento”. Insomma, secondo la società genovese il territorio è in un botte di ferro e dovrebbe essere contento di beccarsi l’ennesima discarica di rifiuti su una falda profonda, a non molti km da quella di Sezzadio, dove è già partito l’allestimento. Il tutto in un’area, la Fraschetta, dove, secondo lo studio epidemiologico redatto da Asl e Arpa riferito agli anni 1996-2014 , l’incidenza di alcuni tipi di tumore e di altre malattie molto gravi come la sclerosi è superiore del 50-60% rispetto al resto della Regione o della Provincia. Legambiente Ovadese ha intanto chiesto alla Provincia di avviare la cosiddetta “inchiesta pubblica” per l’iter della discarica, procedura prevista dalla normativa nazionale e regionale per allargare a chiunque la possibilità di presentare osservazioni al progetto di Casalcermelli-Frugarolo.

Il pubblico all’assemblea di Bosco Marengo su cascina Pitocca

“La discarica proposta – sostiene l’associazione – suscita una vasta attenzione sociale nella zona, in particolare nei Comuni di Frugarolo, Casal Cermelli e Bosco Marengo, visto che le potenziali ricadute ambientali del progetto possono essere assai significative rispetto alla delicatezza del contesto nel quale esso viene proposto, e che la localizzazione della discarica è frutto di una autonoma scelta del proponente e non di atti pianificatori preesistenti e condivisi”. In vista della prossima conferenza dei servizi, il comitato Torrente Orba ricorda che l’area della cascina Pitocca “è stata interessata dalle alluvioni del 1977, 1987, 2011 e 2014” e ricorda che la normativa regionale ha previsto che le Provincie dovessero individuare le aree non idonee a realizzare le discariche: mentre Torino ha disposto lo stop a tali impianti nelle aree di fascia C, quindi vicino ai torrenti, “Alessandria non ha stabilito nulla, lasciando un grande vuoto normativo”. Insomma, l’ennesima partita per la tutela della salute (ri) comincia adesso.