Ennesima odissea per i pendolari che utilizzano la linea Milano – Genova. Insieme ad altre centinaia di persone martedì sono stati vittima di un incidente mortale fra le stazioni di Locate Triulzi e Pieve Emanuele, sulla tratta Milano – Pavia. Alle 19 una persona è stata investita da un treno provocando il blocco della linea: i treni diretti a Pavia, Voghera, Tortona, Genova, Savona e Ventimiglia, La Spezia ecc sono stati bloccati alla stazione di partenza o soppressi. È stato il caos, che ha evidenziato ancora l’inefficienza del trasporto ferroviario, incapace di affrontare le emergenze. I pendolari hanno infatti ottenuto un trasporto alternativo sui bus solo alle 22 ma ovviamente non sono mancati altri intoppi che li hanno costretti a rincasare a notte fonda, nonostante si trovassero non molto distanti da casa, almeno per i pendolari tortonesi e novesi. “Dopo essere partiti sui bus da Milano centrale – spiegano dall’Associazione Pendolari novesi (Apn) – ci siamo ritrovati prima un trasporto eccezionale in tangenziale e poi un incidente sull’autostrada A7 che ne ha provocato la chiusura all’altezza di Tortona. L’autista ci ha quindi comunicato che saremmo scesi alla stazione di Pavia anche perché, nel frattempo, i treni avevano ricominciato a partire. Veniamo lasciati intorno alle ore 23 in stazione dove ci aspettano due zelanti assistenti alla clientela di Trenitalia, con la promessa che i nostri treni sarebbe ben presto arrivati”.

Stanchi e infreddoliti, devono attendere un treno per Tortona, in ritardo di 240 minuti, addirittura all’una per arrivare a casa dopo mezz’ora. Andrea Pernigotti, presidente dell’Apn, commenta: “Gli investimenti di persone nella tratta in questione hanno una frequenza alta e decisamente superiore alla media, ripetendosi da anni: sorge spontaneo chiedersi perché nessuno ha mai provato a pensare a un possibile piano di prevenzione. Ancora più grave è il fatto che manchi un piano di emergenza e, qualora esistesse, sarebbe assolutamente insufficiente: numero di autobus limitato, tempi di approntamento lunghi, gestione approssimativa della centrale operativa; abbiamo già sperimentato questi disagi durante altri problemi (incendi, cadute di alberi, nubifragi, gelicidio, etc.) e la situazione non accenna minimamente a migliorare. È incredibile che un incidente alle porte di Milano nel tardo pomeriggio possa causare ripercussioni a catena creando disagi fino in Toscana e fino a tarda notte. Questo perché – conclude Pernigotti – non c’è un piano emergenze. Per questo chiediamo alle imprese che gestiscono la rete e il traffico di approntare una analisi dei rischi e un conseguente piano di emergenza efficace che permetta agli utenti di non vivere più veri e propri incubi come quello vissuto martedì sera”.

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