Vignole Borbera. Orario e personale ridotto, Ufficio postale nel caos

L'ira del sindaco: "Poste Italiane vuole fare cassa sulla pelle degli utenti".

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Una lunga fila di persone in attesa già dalle prime ore del mattino. Non è una sequenza di un film che racconta di miserie, guerre o disperazione è quanto accade in viale Trieste, la strada dove a Vignole Borbera c’è l’Ufficio Postale.

Giuseppe Teti

“La situazione in cui si continua a operare in questo Ufficio Postale sta raggiungendo limiti non più tollerabili”. Giuseppe Teti, sindaco del paese più popoloso della Val Borbera è esasperato. “ La soglia di sopportazione per le persone, ha raggiunto limiti non più tollerabili. L’Ufficio – prosegue il sindaco – è aperto quattro giorni alla settimana con una sola persona che ci lavora e ci va ancora bene, perché fino al mese scorso i giorni di apertura settimanali erano tre e quando mi sono veramente arrabbiato alla direzione centrale di Alessandria, mi hanno dato il contentino con un giorno in più di servizio. Poste Italiane vuole fare cassa sulla pelle degli utenti. La scorsa settimana con 40 gradi c’erano persone anziane in coda, ligi, con la loro mascherina, che faticavano a respirare, mi si strigeva il cuore.

L’Ufficio postale del nostro paese – dice Teti – è sempre stato aperto sei giorni su sette e ci lavoravano due persone ora, mi hanno spiegato che per ragioni economiche hanno dovuto ridurre il personale e le ore di lavoro, la cosa divertente è che se si consulta l’orario su internet c’è scritto che l’ufficio è aperto tutti i giorni dalle 8.20 alle 13.45, tranne il sabato che chiude un’ora prima”.

Una verifica sul posto, fatta ieri mercoledì 5 agosto, ci conferma quanto denunciato dal sindaco.

LUfficio postale di Vignole Borbera

“Ho tentato di fare un’operazione allo sportello lunedì, – spiega una signora in coda – dopo quasi un’ora di attesa non ce l’ho fatta più e me ne sono andata, ieri era chiuso, oggi sembra un pochino meglio, spero di riuscire ad entrare”. Un signore si allontana dal gruppo e si toglie la mascherina. “Non è possibile – urla – ci spiegano che non è opportuno fare assembramenti, ma se riducono gli orari di apertura degli sportelli è inevitabile che si formino code interminabili”.

Le persone sono stanche, arrabbiate ma anche deluse: “Qualche anno fa – dice un distinto signore – avevo perso fiducia nelle banche, così ho scelto di affidare i miei risparmi a Poste Italiane, le operazioni allo sportello erano veloci e l’orario di apertura più che soddisfacente, ora sono pentito della scelta e credo tornerò alla Banca”.

La situazione è complicata sotto ogni punto di vista; è il famoso, gatto o cane, che si morde la coda, da una parte Poste Italiane S.p.A. vuole risparmiare per incassare di più anche per attrarre azionisti, (come ha spiegato qualcuno che se ne intende), dall’altra perde consensi e le conseguenze sono inevitabili, la clientela faticosamente conquistata negli anni, appena può, si affida alle alternative: corrieri, pagamenti online, ritorno alle banche.