Volley Pirates Novi-Gavi. La pallavolo viaggia in…rete

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In tempo di pandemia, di distaccamento sociale, di lotta alle aggregazioni, sport coma la pallavolo, disciplina che richiede  spirito di gruppo, aggregazione e condivisione stretta di gioie e dolori, viene sicuramente penalizzata e si rischia di veder vanificare quanto di positivo si sposa nella vita sociale dei ragazzi che fanno questo sport.

Pur di poter continuare, la famiglia della pallavolo ha seguito da subito le regole del protocollo della pandemia, mantenendo anche  dopo il primo lockdown,  tutte le  misure di sicurezza, come spiegano dal Volley Pirates Novi-Gavi: “ Abbiamo seguito tutte le indicazioni come  misurare la temperatura dei partecipanti, tutti nell’allenamento dovevano igienizzarsi le mani ripetutamente, evitare lo spogliatoio, distanziarsi nei time out e in panchina e ahimè evitare di battersi quei significativi cinque che tanto coronavano il significato originale di sport di squadra”.

Novi e Gavi,  centri storici della pallavolo del territorio, in questa filosofia di insieme, in questa stagione hanno anche costruito un connubio che riducesse i sentimenti campanilistici a favore dell’ unione che fa la forza soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, ma ancora una volta il virus, nella sua seconda ondata, ha messo alla prova la capacità di resistenza dei giovani, già privati della socialità naturale della loro età, del diritto ad uno studio sereno in strutture scolastiche e allarmati ad ogni scelta per la propria salute e quella dei propri cari.

Così in questo secondo lockdown dal sapore ancora più amaro del primo, salvata la prima squadra maschile, meritevole di far parte di quelle categorie nazionali non obbligate alla quarantena, tutto il movimento del volley locale si è trovato, come gli altri sport, rinchiuso in casa.

“Non è un problema solo di carattere fisico” ci hanno detto i massimi dirigenti del Volley Silvia Debenedetti ed Elena Selmi “ è tecnico, psicologico, sociale. Manca il contatto umano, il rapporto motivo della crescita sociale che i ragazzi acquisiscono in palestra.”

Così se per gran parte dei settori giovanili, la periodica telefonata dei coach, pronti a dispensare suggerimenti e consigli per fare attività a casa, è stata la soluzione semplice da applicare, alcuni hanno dedicato appuntamenti fissi della settimana a sedute on line di brevi allenamenti, che le ragazze potevano svolgere all’interno della propria stanza.

La serie D femminile ad esempio ha visto impegnato tutto lo staff tecnico guidato da mister Marco Barbagelata e composto da Luca Oliveri, Matteo Repetto e Vanessa Orsi per mantenere sul pezzo la quindicina di ragazze della rosa, ma se fin qui sono cose accadute già nel primo lockdown,  cone spiega il Barba “ Questi appuntamenti non hanno lo stesso sapore di quelli di marzo e aprile, non c’è più la novità, le ragazze sono già costrette da lavoro o studio a stare tutto il giorno di fronte al computer e soprattutto vivono negativamente la mancanza di certezze verso il futuro, fosse anche solo quello riferito alla ripresa dei campionati. Così oltre ad una base di attività fisica comunque benefica per chi è costretto ad impigrire sul divano gran parte della giornata, abbiamo deciso di aggiungere qualcosa di divertente con delle challenge dal sapore agonistico magari a squadre, oppure abbiamo invitato insegnanti di altre discipline divertenti a guidare un diverso allenamento o ci siamo buttati su scelte di meditazione come lo yoga per migliorare la serenità, ma soprattutto abbiamo cercato di mantenere quello spirito di gruppo che ci ha sempre fatto stare bene.”

“Lo spunto è stato allargato anche ad alcuni settori giovanili, ma non a tutti” ha dichiarato Salvatore Quagliozzi direttore tecnico e allenatore della serie B maschile “ perchè gli atleti coinvolti non sempre sono in grado o per età o per limiti di autonomia e organizzazione famigliare, di poter frequentare con costanza e garanzia tecnica queste attività”.

Ad esempio nel settore giovanile Riccardo Peruzzi e Cristina Repetti, hanno cercato di condividere questa esperienza con ragazzine Under 13 e Under 15 : “Esperienza positiva, fatta di piccoli esercizi ed abilità, che forse può servire a rafforzare il rapporto tra le ragazze, ma che nel caso nostro di Gavi, è stata agevolata dallo stretto rapporto già esistente tra le ragazze del paese.”

Intanto se per il campionato di serie B maschile l’inizio a fine gennaio con formula ristretta sembrerebbe ormai certo, tutto tace per giovanili e serie D femminile, dove tutti i ragazzi e le ragazze della pallavolo dei Pirates non vedono l’ora di approdare.