Voltaggio: amianto e benzene nella ex cava “sono in regola”. Legambiente: “I dati li fornisce Cociv”.

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L'ex cava Cementir di Voltaggio,
L'ex cava Cementir di Voltaggio, sito di deposito dello smarino del Terzo valico

Le terre e le rocce del Terzo valico depositate nella ex cava Cementir di Voltaggio mettono a rischio la salute della popolazione oppure no? Se ne è discusso l’altro giorno a Bosio, durante una riunione dei sindaci del Parco dell’Appennino Piemontese (ex Parco Capanne), convocata su sollecitazione del Consiglio dell’ente e in particolare del consigliere Mario Bavastro, esponente di Legambiente.

Nella ex cava, inserita nell’area esterna al parco tutelata dall’Unione europea, dal 2014 è iniziato il conferimento di terre e rocce che arriveranno a essere 1,6 milioni di metri cubi. Oltre al problema della vicinanza del cumulo al torrente Lemme, Legambiente (ma anche la minoranza di Voltaggio) da tempo sottolinea il rischio che nel sito arrivino amianto, soprattutto da Castagnola, e benzene con idrocarburi, queste ultime sostanze cancerogene scoperte lo scorso anno nello smarino scavato nella galleria di Voltaggio dall’Arpa.

I dati sull’amianto per Castagnola, dopo lo stop causato proprio dalla presenza di amianto, ufficialmente sono nella norma, secondo i dati dell’Osservatorio ambientale al di sotto dei 1000 mg per kg di legge. Secondo il sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, “molto al di sotto, addirittura 25 mg per kg”. Quindi, nessun problema? Molti medici intervenuti in questi anni sul tema Terzo valico hanno già sottolineato più volte che per evitare ogni rischio si deve evitare di scavare dove è possibile la presenza di amianto, poiché basta una sola fibra per ammalarsi.

“Tutti dimenticano – dice Bavastro – che il geologo che resta sul fronte di scavo nelle gallerie del Terzo valico e che decide se sottoporre ad analisi le rocce è pagato dal Cociv, lo stesso dicasi per i laboratori che effettuato le analisi. Dopo tutto è quanto è avvenuto nei mesi scorsi, dagli arresti per corruzione alle frasi di Ettore Pagani (“…il primo che si ammala è un casino…” “…tanto la malattia arriva fra trent’anni…”) sull’amianto, come è possibile che le istituzioni si fidino ancora del Cociv, oltretutto per una tematica così importante per la salute degli operai e della popolazione? Sostenere, come è stato detto durante l’incontro tra i sindaci del Parco, che i dati dell’amianto sono sotto i limiti non tiene conto della sommatoria di questi conferimenti: quanto amianto ci ritroveremo ammassato nella ex cava?”.

Che sia il Cociv a fare i controlli lo stabilisce il protocollo amianto, scritto negli anni scorsi dopo che i promotori del Terzo valico avevano dovuto ammettere la presenza di amianto lungo il tracciato della linea ferrovia tra Genova e Tortona, presenza negata dal Cociv fino al 2012. Il commissario governativo del Terzo valico, Iolanda Romano, proprio oggi ha inviato una mail nella quale, oltre a ricordare che i dati sull’amianto sono disponibili anche sul sito commissarioterzovalico.mit.gov.it, evidenzia come “le analisi sull’amianto vengono fatte da Cociv attraverso laboratori dell’università convenzionati e controllate da Arpa e Arpal, le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente; le Arpa però non si limitano a questo ma fanno esse stesse regolarmente analisi a campione (ogni circa dieci giorni)”.

Da parte sua Bisio dice: “Come ho già detto, finora la problematica amianto non c’è. I valori rilevati per la ex cava sono non solo sotto i limiti di legge ma addirittura al limite della misurabilità. Il benzene? Ho già chiesto all’Arpa e al commissario Romano che se si tratta di sostanze naturali devono essere fatte altre analisi. Resta il fatto che dal punto di vista urbanistico l’ex cava può ospitare certi materiali se sotto precise soglie”.

Domani sera, a Novi Ligure, al Dopo lavoro ferroviario, alle 21, i comitati No Terzo valico organizzano la prima di una serie di assemblea dedicate al problema amianto. Interverrà Giuliana Busto, presidente dell’Associazione familiari vittime dell’amianto di Casale, il sodalizio simbolo della lotta contro la fibra killer