Il Sant’Agostino di Voltaggio torna all’antico. La Fondazione Pio Istituto De Ferrari Brignole Sale di Genova punta a farlo tornare un ricovero o comunque un centro socio assistenziale. Lo storico edificio era stato costruito nell’Ottocento per volontà di Maria De Ferrari Brignole Sale, duchessa di Galliera, allo scopo di dare assistenza agli anziani del paese nonché di altri paesi come Parodi Ligure e Bosio. Nel 1999 venne chiuso: l’Asl e la Fondazione si accordarono per una riapertura in breve tempo per rispettare le volontà della duchessa. Cosa che non avvenne, tranne che per una parte della struttura, dove venne attivata la comunità psichiatrica Albachiara. Per il resto, fino al 2014, l’edificio ha rischiato seriamente di crollare. Quell’anno l’amministrazione comunale di Voltaggio e la Fondazione stipularono un accordo che di fatto salvò l’edificio: con una spesa di 1,5 milioni di euro a carico dell’ente genovese vennero costruite al suo interno 46 stanze per ospitare gli operai del cantiere del Terzo valico, con una ristrutturazione rispettosa della storia del ricovero.

Gli interni dell’ex ricovero

La destinazione d’uso venne così modificata da socio assistenziale a residenziale a patto che, una volta terminata la Grande opera, si sarebbe tornati all’origine. Soltanto che di personale del Terzo valico nell’ex ricovero non se ne è mai visto, sia perché l’edificio non ha né una cucina né una lavanderia sia perché le aziende appaltatrici del Cociv hanno preferito lasciare gli operai nei campi base di Fraconalto e Arquata Scrivia. La Fondazione, pur avendo salvato il ricovero tanto caro ai voltaggini, è finita nei guai dal punto di vista finanziario e ora ha una notevole esposizione con le banche. A fine gennaio il consiglio di amministrazione della Fondazione ha deciso di tentare quella che sembra essere l’ultima carta a disposizione: tornare alla destinazione socio assistenziale e trovare un imprenditore del ramo pronto ad affittare l’intero immobile, 4.520 metri quadri, compresi il chiostro e la cappella oltre al 200 metri quadri della ex stalla, da ristrutturare per realizzare i servizi mancanti e un terreno da oltre 8.600 metri quadri con un fienile da utilizzare per altre attività collegate. “Chiusa la partita con il Cociv – spiega il sindaco, Michele Bisio, che siede anche nel cda della Fondazione – il Pio istituto vuole tornare all’originaria destinazione sia guardando nuovamente all’assistenza agli anziani sia ad altri settori sanitari. Ci sono stati alcuni contatti con imprenditori del ramo e di recente è stato pubblicato un avviso per raccogliere il maggior numero possibile di manifestazioni di interesse entro il 31 marzo”. A Voltaggio sperano in un esito positivo ricordando le volontà della duchessa.

CONDIVIDI
Articolo precedenteCome salvare la vite dal flagello del mal dell’esca.
Articolo successivoIl nome della rosa