Voltaggio, il fotovoltaico della Filanda: senza incentivi è un “buco” nel bilancio

Lo Stato non ha mai versato i fondi pubblici e il Tar non si pronuncia da anni sul ricorso del Comune

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L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda
L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda

L’impianto fotovoltaico installato sul tetto del palazzo della Filanda è una beffa infinita per il Comune di Voltaggio. Voluto dalla precedente amministrazione comunale per ricavare introiti grazie agli incentivi statali per le rinnovabili, finora sta producendo solo perdite dal punto di vista finanziario per l’ente, senza che nessuna soluzione sia all’orizzonte in tempi brevi.

Costato 147 mila euro, l’impianto si è visto da subito escluso dai fondi pubblici poiché il Gestore dei Servizi Elettrici (Gse, cioè lo Stato) ha deciso di non versare un euro, sostenendo che i pannelli dovevano essere installati su una proprietà comunale e non privata, regola entrata in vigore nel 2013, poco prima della presentazione della domanda dell’amministrazione voltaggina. Quest’ultima, a suo tempo, aveva però evidenziato nella memoria inviata al Gse che il tetto del condominio è stato oggetto di un contratto di locazione stipulato a fine 2012, di durata ventennale, “corrispondente all’ammortamento finanziario ed economico del manufatto, e, pertanto, da considerare assimilabile, dal punto di vista economico, alla proprietà”. Oltretutto, il contratto di affitto è stato utilizzato positivamente anche per ottenere il finanziamento da parte della Cassa depositi e prestiti, cioè sempre lo Stato.

Il Gse è stato però irremovibile e così il Comune si era rivolto al Tar del Lazio chiedendo di annullare il diniego agli incentivi statali. Soltanto che i giudici romani se la stanno prendendo molto comoda, mentre l’impianto per Voltaggio produce perdite ormai da anni. “Il Tar – ha detto in Consiglio comunale il sindaco Michele Bisio – continua a non pronunciarsi. Per il Comune l’impianto, in queste condizioni, rappresenta una perdita complessiva di 140 mila euro”. Il costo fisso annuo è di 20 mila euro l’anno: senza incentivi non ripaga neppure la produzione di energia elettrica.