Le Aree protette dell’Appennino Piemontese hanno chiesto chiarimenti sul progetto di centrale a biomasse che da dieci anni la Voltaggio energia intende costruire nella ex cartiera di Voltaggio. Nella conferenza dei servizi di mercoledì ad Alessandria, che ha avviato la valutazione del nuovo progetto proposto, il Parco non c’era poiché non era stato convocato. L’ente, quando nel 2008 era stata data la prima autorizzazione al primo progetto, molto più grande e impattante, era stato escluso dall’iter poiché non era ancora il gestore del sito di importanza comunitaria (sic) “Capanne di Marcarolo”, a ridosso della ex cartiera. Il sic era affidato alla Regione, che curiosamente non ha mai richiesto uno studio sulle eventuali ricadute dell’impianto sulla vicina area protetta, contrariamente a quanto avviene in casi simili. Lo stesso è avvenuto nel 2013, quando è stata approvato il secondo progetto, meno inquinante del primo ma pur sempre previsto nella stessa area. La centrale punta a produrre energia elettrica con un impianto da 990 kW alimentato da 15 mila tonnellate annue di legname e biomasse, dotato di un pellettizzatore.

Dino Bianchi, presidente del Parco dell'Appennino Piemontese
Dino Bianchi, presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese

È lo stesso progetto, per quanto riguarda numeri e dimensioni, presentato mercoledì in conferenza dei servizi, che ha chiesto una serie di integrazioni alla Voltaggio energia rinviando la decisione. “L’impianto previsto con questa nuova versione del progetto – spiegano dalla Voltaggio energia – è diverso dal precedente del 2013 per via della nuova tecnologia di
gassificazione ed è più efficace sotto l’aspetto delle emissioni e prevede anch’esso un pellettizzatore e una produzione di cippato”. Una modifica che la conferenza dei servizi ritiene “non sostanziale” ma sulla quale il Parco, evidentemente, vuole dire la sua. “Abbiamo inviato una nota alla Provincia – spiega il presidente Dino Bianchi – nella quale abbiamo evidenziato le potenziali ricadute del progetto sul sic. Deve essere valutato se sia necessaria una valutazione di incidenza e riteniamo che il nostro ente debba essere convocato nelle prossime sedute della conferenza dei servizi”. Il tempo sarà fondamentale per la Voltaggio energia. La società fa sapere che la Provincia, nel prorogare per l’ultima volta l’autorizzazione di cinque anni fa, “ha dato tempo fino a fine dicembre per avviare i lavori nel sito della ex cartiera, che dovranno concludersi del tutto entro il dicembre del 2019”.

Uno scorcio della ex cartiera

Nella convocazione della conferenza di mercoledì era però scritto che a maggio era stata concessa una proroga “per la conclusione dei lavori a tutto il 31.12.2018”. Una situazione che, al di là delle date, mette a rischio il finanziamento del progetto da parte delle banche. Legambiente Vallemme commenta: “A questo punto che la centrale si faccia con le annunciate ricadute positive sull’economia locale previste con il pellettizzatore, alimentato da legname della zona, senza problemi di carattere ambientale. Si dovrà vigilare sulla provenienza del legnale necessario per produrre energia elettrica. Recuperare l’ex cartiera è positivo vista la situazione di pericolo attuale degli edifici ma deve essere eseguita anche la bonifica dell’area adiacente dai rifiuti nascosti durante l’attività dello stabilimento”.

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