L’impianto fotovoltaico del Comune di Voltaggio ha finalmente ottenuto i fondi statali attesi dal 2012. I pannelli erano stati installati sul tetto della Filanda ma gli incentivi pubblici previsti non erano mai arrivati poiché, almeno all’epoca, l’impianto doveva essere realizzato su proprietà pubblica e non privata, secondo il Gse, il Gestore Servizi Elettrici, cioè lo Stato. Tesi ribadita anche dal Tar a fine 2018, al quale si era rivolto il Comune. L’impianto è così rimasto in perdita, “un costo annuo di oltre 12 mila euro – secondo l’opposizione – fino al 2034, anno di scadenza del mutuo, con perdite per oltre 270 mila euro”. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale il consigliere di maggioranza Lorenzo Repetto ha dato notizia che, appena insediata, l’amministrazione Benasso ha ottenuto dal Gse gli incentivi statali del quinto conto energia. In questo modo, “l’incasso a favore del Comune per la vendita di corrente elettrica sarà tale che al termine del contratto con il Gse, fra non meno di vent’anni, il debito per le casse comunali sarà di lieve entità, se non, in caso di produzione prolungata di elettricità per più anni del previsto, addirittura azzerata”.

Il Consiglio comunale di Voltaggio

Repetto, poiché l’argomento è stato fra i temi più discussi in campagna elettorale, ha ricordato che il sindaco precedente, Michele Bisio, “avrebbe potuto chiedere il quinto conto energia”. Secondo il gruppo di opposizione, però, “la convenzione, presentata con toni un po’ troppo trionfalistici, modifica solo in parte la questione. Il costo per le casse comunali era, come detto, di 270.195 euro al 2034, oggi è di ”soli” 122.695 euro. Un buon risparmio, certo, ma pur sempre su un debito che resta. Per avere un utile dai nuovi incentivi bisognerà attendere il 2042. Non si comprende perché 2042 quando la convenzione con GSE scadrà nel 2039 ( ancora in perdita di 79 mila euro)”. A proposito della mancata richiesta del quinto conto energia, la minoranza ricorda che nel 2014 ha portato avanti il ricorso al Tar avviato dall’amministrazione guidata da Repetto. Quest’ultimo, in Consiglio comunale, ha però ricordato che gli atti al Tar per avviare i ricorso furono depositati dalla giunta Bisio il 18 giugno 2014.

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