Si è spento prematuramente l’ex arbitro internazionale Stefano Farina. Nato a Genova nel 1962, Farina si era formato ed apparteneva alla sezione di Novi Ligure, era chiamato dai colleghi “Principe”. La sua scomparsa è dovuta alle conseguenze di una malattia ed è stata comunicata dall’Associazione Italiana Arbitri pochi minuti fa tramite un comunicato.

Farina era in carica dal 2014 come designatore Can B e nella sua carriera da arbitro, iniziata nel 1979, aveva diretto 236 partite di Serie A, 117 di Serie B oltre a due finali di Supercoppa Italiana  e la finale di Supercoppa Europea nel 2006. Dopo l’attività arbitrale iniziò la sua attività come designatore arbitrale dal Can D e poi Can Pro oltre ad essere Osservatore Uefa.

Nell’ambiente arbitrale era conosciuto come una persona calma, pacata, professionale ed estremamente precisa. La sua prima partita in Serie A fu quella fra Foggia e Reggiana del 22 gennaio 1995, mentre l’ultima arrivò nel 2009, grazie ad una deroga che gli venne concessa dall’Aia. Cinque giorni fa gli era stato assegnato il premio “Giordano Galigani” che viene riconosciuto ogni due anni al dirigente nazionale che si sia distinto per “doti tecniche, attività associative e disponibilità”.

Alla scomparsa del direttore di gara ha voluto dedicare una lettera aperta il presidente dell’Aia Marcello Nicchi: “Caro Stefano, la tua partita, quella più importante, si è chiusa in un modo inaspettato, prematuramente, senza darti l’opportunità di concederti il recupero. Quanto è difficile, in questi momenti, scrivere o dire qualcosa, uscire dalla retorica, dalle frasi scontate. E lo è ancora di più per chi, come me, ha avuto l’opportunità di condividere con te un lungo tratto di vita. Ti voglio, ti vogliamo ricordare, così come ti abbiamo conosciuto: un professionista meticoloso, a tratti puntiglioso ma anche simpaticamente giocoso; un grande arbitro ed un grandissimo dirigente, maestro formatore. Un padre, un marito e un amico, esemplare. La tua famiglia, e quella arbitrale, perdono un punto di riferimento. Il mondo del calcio perde un grande uomo di sport. Ciao “Principe”!