Arquata e Grondona cardioprotette: al varo un progetto unico nel suo genere

Ben 9 defibrillatori semi automatici saranno distribuiti entro metà giugno fra Arquata e Grondona, con circa 300 persone comuni formate per il loro utilizzo: nessun Comune in Piemonte sarà "protetto" così

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Un progetto unico e rivoluzionario a suo modo. Si tratta di Arquata e Grondona cardioprotette, ideato, sostenuto e voluto dalla Croce Verde Arquatese che in circa un anno ha consentito realizzare un’operazione volta a dare un’assistenza in più ai cittadini dei due comuni. Il progetto nasce nel 2016, e si proponeva di portare sul territorio i Dae, ovvero i defribrillatori semi automatici per poter abbattere i tempi di intervento sui casi di eventuali problemi cardiaci.

Il modello ad esempio è quello americano, Paese in cui questi presidi sono ormai presenti nei centri commerciali, impianti sportivi e in tutti i luoghi di grande affollamento e in cui non sono stati pochi i casi in cui anche persone non facenti parte delle squadre di primo soccorso, hanno salvato la vita a individui colti da attacchi di cuore.

9 defribillatori sono stati acquistati dalla Croce Verde: 6 per Arquata, 3 per Grondona. Non solo, infatti per poter utilizzare il Dae, occorre seguire un corso che per quanto sia semplice e rapido, ha un costo di circa 40 euro a persona. L’associazione arquatese, ha offerto ai cittadini che volevano formarsi, il corso, sobbarcandosi le spese e formando così 150 cittadini che si aggiungono agli 80 volontari e i numerosi membri di società sportive e di aggregazione della zona, per un totale di circa 300 persone. 

I dispositivi acquistati sono stati così ripartiti: 

  • 2 già installati presso le scuole medie ed elementari
  • 1 in frazione Rigoroso;
  • 1 in frazione Varinella;
  • 1 in piazza de Caduti;
  • 1 in centro paese, nei pressi della chiesa;
  • 1 nel centro di Grondona;
  • 1 nella frazione di Sasso Lemmi;
  • 1 nella frazione di Variana

La Croce Verde stima che tutti i dispositivi dovrebbero essere installati entro la metà del mese di giugno, conseguendo così un risultato che non ha eguali nel Nord Ovest. Il primo progetto simile, infatti venne avviato nei primi anni 2000 in provincia di Piacenza, con 12 defibrillatori che, però avrebbero dovuto coprire un territorio in cui vivevano circa 200 mila persone. In Piemonte invece è Valenza che ha iniziato un progetto simile, ma al momento nella città orafa sono solamente 2 i Dae attivi.

“La nostra intenzione – dicono i dipendenti dell’associazione di primo soccorso – è quello di avvicinare sempre più gente sia alla Croce Verde che alla formazione specifica per l’utilizzo del Dae: più persone sono formate, minore è il tempo di intervento, maggiori sono le probabilità di salvezza”. L’investimento della Croce Verde Arquatese è stato di circa 20 mila euro. Con questo progetto Arquata diventa davvero il paese modello in tema di prevenzione sul tema specifico, visto che ai 6 Dae presenti se ne aggiungono una decina in dotazione alle associazioni e società sportive, con la presenza di defibrillatori nelle palestre Talama e California, al campo sportivo “Garrone”, al palazzetto dello sport e al bocciodromo, solo per dirne alcuni.

Il presidente della Cva, mostra l’avvenuto bonifico a favore delle scuole di Arquata del Tronto

In più nei mesi scorsi, la Croce Verde, in collaborazione con il Comune di Arquata ha svolto delle serate a tema con specialisti nel settore medico e di primo intervento presso il Teatro della Juta.

Infine si può dire felice anche l’esito della vendita dei calendari realizzati insieme alla Croce Rossa di Vignole Borbera e alle sorelle Monica ed Elisabetta Maruffo, autrici di volumi per bambini. I calendari, sono stati fattivamente creati dagli asili nido di Arquata, Borghetto Borbera e Rocchetta Ligure raccogliendo fondi che sono stati girati all’Istituto Comprensivo di Arquata del Tronto. 

Un vero successo in termini di numeri e di generosità da parte della Croce Verde Arquatese che ha stabilito certamente un precedente molto importante non solo in Piemonte, ma si può dire a livello di Italia settentrionale.