Arquata Scrivia e Isola del Cantone si mobilitano con una manifestazione pubblica contro la realizzazione del biodigestore nel territorio isolese, da parte di Energa, su mandato della Regione Liguria.

Mentre prosegue il braccio di ferro fra la Liguria e gli isolesi, supportati dal parere di Arquata, ma anche della stessa Regione Piemonte, i cittadini hanno scelto di scendere in piazza grazie all’iniziativa promossa dall’A.I.A. (Associazione Isolese Ambientalista) e sostenuta con forza da tutti i gruppi consiliari arquatesi, (Arquata di Tutti e Arquata Bene Comune), ma anche dalla stessa maggioranza, da sempre schierata nettamente contro la realizzazione del biodigestore.

L’8 aprile alle 16, quindi da piazza Vittorio Veneto, di Isola del Cantone, partirà il corteo che si snoderà lungo l’asse principale del paese ligure, fino ai terreni che sono stati acquistati dagli isolesi, e interessati dai lavori, dove verranno seminate delle patate Quarantine.

Un gesto simbolico, per mostrare per quali scopi più utili e non dannosi può essere utilizzata la terra. “La mobilitazione di tutta la Valle è il miglior segnale che possiamo dare a chi deciderà il futuro del nostro territorio” si legge sul volantino che circola sia nel comune ligure che ad Arquata. Intanto anche in Piemonte sono apparsi i primi striscioni “No al biodigestore” che da settimane “addobbano” molti balconi degli isolesi.

Sul progetto restano moltissimi dubbi e domande che sia associazioni e Amministrazioni piemontesi e liguri hanno presentato alla Giunta Toti, ma che non hanno ricevuto risposta. Chiaro è, come emerso dall’ultima seduta dell’Osservatorio ambientale ad Arquata che il biodigestore non è a tutti gli effetti una vera centrale a biogas, sebbene la Regione Liguria pretenda di farla passare come tale in modo da poter accedere ad alcuni incentivi particolari.

Insomma, il messaggio è chiaro: su quella terra, coltiviamoci delle sane patate, invece di importare la spazzatura da tutta la Liguria a rischio della salute dei cittadini.