Gli esperti lo avevano annunciato, anche se in realtà le stesse cose le sapevano già contadini e agricoltori: quest’estate non è stata l’ideale per le coltivazioni, soprattutto per la vite. Ora arriva la conferma anche dalla Coldiretti provinciale di Alessandria: “La vendemmia è iniziata in alcune zone e la produzione avrà un calo del 15 – 20% rispetto all’anno scorso” dicono dal capoluogo.

Doppia la motivazione: da un lato il caldo e la mancanza di precipitazione durante l’estate; dall’altro la gelata tardiva di maggio che ha influito negativamente sulla vegetazione, letteralmente bruciando diversi germogli. Sembra un paradosso, ma che è perfettamente inserbile nel naturale processo biologico delle piante che a maggio germogliano e hanno poi bisogno di acqua per crescere. Invece da un lato alcune di esse sono state bloccate all’origine, dall’altro non c’è comunque stata abbastanza acqua per garantire una crescita adeguata delle stesse.

Roberto Paravidino, presidente della Coldiretti Alessandria precisa: “Sulle uve è difficile esprimere differenze per quanto riguarda varietà o vitigni, infatti sarebbe più opportuno parlare di tipologie di suoli e versanti”.  Il 2017 poi, sempre secondo il rapporto, si dovrebbe ricordare come un’annata in cui si amplierà la forbice tra i vini ottimi e quelli meno interessanti. Il lato positivo della siccità è la pressocché mancanza di di fitopatie (ovvero di malattie dei vitigni) e la gradazione zuccherina sarà in media più elevata.

Nonostante ciò l’Italia è ancora la regina del vino mondiale. Manteniamo il primato sulla Francia, sia sulla produzione (che si attesta sui 36-37 milioni di ettolitri) che sulle vendite all’estero, in aumento del 6,3%. “Con la quasi totalità delle uve ancora da raccogliere – prosegue Paravidino – in un contesto di incertezza climatica, sarebbe bene evitare giudizi perentori e frettolosi che danneggiano il lavoro di tanti viticoltori per garantire in questo momento la qualità del Made in Italy. L’annata è stata senza dubio anomala con punti negativi, ma anche eccellenze”.

Secondo Leandro Grazioli, direttore Coldiretti Alessandria, poi “Berremo vini molto diversi e sarà divertente e accattivante evidenziare la biodiversità del nostro territorio unita alle abilità e all’estro dei produttori”. Altro fattore, questa volta di tipo economico-burocratico è l’impossibilità per quest’anno, di utilizzare i voucher da parte dei viticoltori cosa che sta creando più di un problema per la vendemmia.

Con il flop dei nuovi strumenti – continua Paravidino – si rischia di perdere opportunità occupazionali e di compromettere l’intero percorso di emersione dal “lavoro nero” intrapreso dal 2008 ad oggi. In difficoltà è proprio o la vendemmia dove venivano impiegati più della metà dei voucher utilizzati in agricoltura. L’impiego dei voucher in agricoltura era stato praticamente stabile da cinque anni perché l’unico settore rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni, solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito”